Estremi:
Cassazione civile, 2018,
  • Fatto

    FATTO E DIRITTO

    RILEVATO CHE:

    - V.AR.VIT. - Vescovini Aristide Viterie Bullonerie Spa impugnava gli avvisi di accertamento per Iva, rispettivamente per il 2001 e il 2002, emessi dall'Agenzia delle entrate in relazione alla indetraibilità dell'imposta per costi di manutenzione e realizzazione del verde aziendale, ritenuti spese di rappresentanza, nonchè per i costi relativi a consulenze, ritenuti non inerenti;

    - l'impugnazione, accolta dalla Commissione tributaria provinciale di Parma sui ricorsi riuniti, era rigettata dal giudice d'appello limitatamente alla ripresa per il verde aziendale;

    - la contribuente propone ricorso per cassazione con due motivi, cui resiste l'Agenzia delle entrate con controricorso;

    CONSIDERATO CHE:

    - il primo motivo denuncia violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 19, comma 1, e art. 19 bis.1, comma 1, lett. h, e art. 74, comma 2, (ora art. 108, comma 2), tuir, denuncia che reitera con il secondo motivo anche in relazione all'art. 75, comma 5, (ora art. 109, comma 5) e art. 67, comma 7, (ora art. 192, comma 6) tuir;

    - i motivi, da esaminare unitariamente in quanto logicamente connessi, sono fondati;

    - la società contribuente, invero, lamenta, in sostanza, che la CTR abbia qualificato le spese per la realizzazione e manutenzione del verde aziendale su un terreno pertinenziale allo stabilimento come spese di rappresentanza, valutando l'intervento, per la consistenza dell'allestimento, come volto a migliorare l'immagine aziendale;

    - in tema di spese di rappresentanza, il D.P.R. n. 633 del 1972, art. 19 bis.1, comma 1, lett. h, rinvia, per la definizione, alla disciplina delle imposte sui redditi, ossia al D.P.R. n. 917 del 1986, art. 74, comma 2, (ora art. 108), nel testo vigente ratione temporis, che, peraltro, non fornisce una nozione di spese di rappresentanza, limitandosi a contrapporle, ai fini della...

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