• Fatto

    RILEVATO

    che:

    la Corte di appello di Torino ha dichiarato inammissibile l'impugnazione proposta dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali perchè depositata oltre il termine di trenta giorni decorrente dalla notifica della sentenza di primo grado;

    contro tale decisione il Ministero propone ricorso articolato in due motivi, cui resistono con controricorso Edilfutura di F.A. e F.A.;

    è stata depositata la proposta del relatore, ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., ritualmente comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell'adunanza in Camera di consiglio.

  • Diritto

    RITENUTO

    che:

    il Collegio ha deliberato di adottare la motivazione semplificata;

    in via pregiudiziale, il ricorso è ammissibile, benchè avviato per la notifica il 17 gennaio 2017 rispetto alla sentenza pubblicata il 12 luglio 2016 - come emerge dalla copia autentica della decisione depositata agli atti - in quanto trattasi di impugnazione del verbale di accertamento emanato dalla direzione territoriale del lavoro per la violazione delle disposizioni in materia di assunzione e di disciplina del lavoro subordinato, controversia che, sebbene regolata dal rito del lavoro ex D.Lgs. 1 settembre 2011, n. 150, resta soggetta alla sospensione feriale dei termini di cui alla L. 7 ottobre 1969, n. 742, art. 1 (da ultimo, Cass. 11 aprile 2018, n. 8979);

    con il primo motivo di ricorso il Ministero censura, in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione e falsa applicazione della L. n. 53 del 1994, art. 3-bis, comma 1, D.M. n. 44 del 2011, art. 7,D.L. n. 179 del 2012, art. 16-ter, art. 326 c.p.c., per avere la Corte territoriale dichiarato inammissibile l'appello nonostante la notifica della sentenza non fosse idonea a far decorrere il termine breve per l'impugnazione ai sensi dell'art. 326 c.p.c., perchè eseguita presso un indirizzo di posta elettronica certificata diverso da quello risultante dai pubblici elenchi utilizzabile per le notifiche telematiche della L. n. 53 del 1994, ex art. 3-bis;

    con il secondo motivo di ricorso, formulato in via subordinata, il Ministero censura, in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, l'omesso esame di un fatto decisivo, consistente nell'essere stata eseguita la notifica telematica presso un indirizzo di posta elettronica certificata diverso da quello risultante dai pubblici registri, in tal modo pervenendo ad errata conclusione in ordine alla regolarità della notifica della sentenza oggetto di impugnazione;

    il primo motivo è fondato, con...

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