• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    La Ar Cour Sarl Negoce & Courtage, società di diritto francese, proponeva opposizione ex art. 645 c.p.c. al decreto col quale il Tribunale di Parma le aveva ingiunto il pagamento della somma di Euro 175.063,70 in favore della Censi Cereali s.r.l., quale prezzo d'acquisto di frumento biologico e di mais, giusta contratti del 14.9.2011 e del 28.10.2011 stipulati per il tramite d'un mediatore di borsa. Ed eccepiva la carenza della giurisdizione italiana, in favore di quella transalpina.

    Eccezione che, resistendo in giudizio la società opposta, il Tribunale accoglieva in applicazione dell'art. 5, n. 1, lett. b), primo trattino, Reg. CE n. 44/01. Riteneva il primo giudice che al fine di individuare il luogo di consegna occorreva fare riferimento, in base alla giurisprudenza di legittimità, al "luogo in cui i beni sono stati o avrebbero dovuto essere materialmente consegnati all'acquirente"; e che nello specifico, trattandosi di merce consegnata in Francia presso la sede della società opponente, non ricorreva la possibilità, prevista dal citato regolamento, di superare la giurisdizione nazionale del soggetto convenuto in giudizio.

    L'appello proposto dalla Censi Cereali s.r.l. era dichiarato inammissibile, ai sensi degli artt. 348-bis e 348-ter c.p.c., dalla Corte distrettuale di Bologna.

    Pertanto, la Censi Cereali s.r.l. propone ricorso per cassazione avverso la sentenza di primo grado e l'ordinanza emessa dalla Corte d'appello, sulla base di tre motivi.

    Cui resiste con controricorso la Ar Cour Sarl Negoce & Courtage, che ha altresì depositato memoria.

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. - Il ricorso è inammissibile.

    In caso di declaratoria di inammissibilità dell'appello, ai sensi dell'art. 348-bis c.p.c., il termine per proporre ricorso per cassazione avverso la sentenza di primo grado - decorrente, a norma del successivo art. 348-ter c.p.c., dalla comunicazione (o notificazione, se anteriore) dell'ordinanza che ha dichiarato inammissibile il gravame - si identifica in quello "breve" di cui all'art. 325 c.p.c., comma 2, dovendo intendersi pertanto il riferimento all'applicazione dell'art. 327 c.p.c. "in quanto compatibile" (contenuto nel medesimo art. 348-ter c.p.c.), come limitato ai casi in cui tale comunicazione (o notificazione) sia mancata (Cass. n. 25115/15).

    Nella specie, dall'attestazione telematica della cancelleria della Corte d'appello di Bologna risulta che l'ordinanza d'inammissibilità del gravame ai sensi degli artt. 348-bis e 348-ter c.p.c. è stata comunicata a mezzo PEC al procuratore della parte odierna ricorrente lo stesso giorno di pubblicazione, il 12.11.2015. Pertanto, il ricorso per cassazione, essendo stato avviato alla notificazione l'11.5.2016, è tardivo rispetto al termine perentorio di 60 gg. dalla comunicazione.

    2. - Il ricorso è, altresì, improcedibile.

    Il ricorso per cassazione proponibile, ex art. 348-ter c.p.c., comma 3, avverso la sentenza di primo grado, entro sessanta giorni dalla comunicazione, o notificazione se anteriore, dell'ordinanza d'inammissibilità dell'appello resa ai sensi dell'art. 348-bis c.p.c., è soggetto, ai fini del requisito di procedibilità di cui all'art. 369 c.p.c., comma 2, ad un duplice onere di deposito, avente ad oggetto la copia autentica sia della sentenza suddetta che, per la verifica della tempestività del ricorso, della citata ordinanza, con la relativa comunicazione o notificazione; in difetto, il ricorso è improcedibile, salvo che, ove il ricorrente abbia assolto l'onere di richiedere...

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