• Fatto

    FATTO E DIRITTO

    Rilevato che S.M. ha proposto ricorso per cassazione, per un solo motivo, illustrato anche con memoria, avverso la sentenza del 29 giugno 2017, con cui la Corte d'appello di Campobasso ha dichiarato inammissibile il gravame da lui interposto avverso l'ordinanza emessa il 2 febbraio 2016 dal Tribunale di Campobasso, che aveva rigettato la domanda di riconoscimento della protezione internazionale proposta dall'appellante;

    che il Ministero dell'interno non ha svolto attività difensiva;

    che il Collegio ha deliberato, ai sensi del decreto del Primo Presidente del 14 settembre 2016, che la motivazione dell'ordinanza sia redatta in forma semplificata.

    Considerato che la dichiarazione d'inammissibilità del gravame trova giustificazione nel rilievo che la rinnovazione della notificazione dell'atto di appello presso l'Avvocatura distrettuale dello Stato (disposta a causa della nullità della prima notifica, in quanto eseguita presso la Amministrazione convenuta) era a sua volta nulla, in quanto effettuata a mezzo di posta elettronica certificata ad un indirizzo diverso da quello risultante dal Reginde;

    che, a fondamento della decisione, la Corte distrettuale ha correttamente richiamato il principio enunciato dalla giurisprudenza di legittimità in riferimento all'ipotesi di mancata o tardiva rinnovazione della notificazione dello atto d'impugnazione, ma applicabile anche all'ipotesi di nullità della rinotifica (cfr. Cass., Sez. 2, 18/01/2007, n. 1069), secondo cui l'intervenuta scadenza del termine fissato ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ. comporta l'inammissibilità del gravame, restando esclusa la possibilità di assegnare un ulteriore termine per il medesimo adempimento, stante il carattere perentorio di quello già concesso, a meno che l'esito negativo del procedimento notificatorio non sia dipeso da un fatto che la parte non era in condizione di conoscere ed in concreto sottratto ai...

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