• Fatto

    FATTI DI CAUSA

    1. L.S. ha proposto ricorso per cassazione, iscritto al n.r.g. 25702 del 2015, contro la Soc. Coop. a r.l. Cattolica di Assicurazione e S.N. avverso la sentenza del 24 marzo 2015, con la quale la Corte d'Appello di Trento ha parzialmente riformato la sentenza resa in prime cure dal Tribunale di Trento.

    Quel Tribunale era stato adito nel dicembre del 2010 dalla ricorrente, moglie del defunto S.S., insieme ad altri soggetti, figli, genitori, fratelli e nipoti del de cuius, per ottenere il risarcimento dei danni sofferti a causa della morte del congiunto, in occasione di un sinistro stradale occorso in (OMISSIS), mentre egli si trovava trasportato a titolo di cortesia sull'autovettura di proprietà e condotta da S.N. ed assicurata presso la suddetta società.

    All'esito dell'istruzione il Tribunale, nella costituzione della società e nella contumacia di S.N. dopo avere affermato la giurisdizione del giudice italiano e l'applicabilità della legge sostanziale serba, riconosceva un risarcimento sia a favore della L. che dei figli e genitori del de cuius, mentre lo negava ai nipoti ex filio ed ai fratelli.

    2. La corte territoriale, per quanto interessa, ha accolto parzialmente l'appello principale della società assicuratrice e ridimensionato le somme dovute a titolo risarcitorio, ha rigettato l'appello incidentale "subordinato" della qui ricorrente, ha rigettato l'appello incidentale dei fratelli e dei nipoti ex fitta del defunto. Ha, altresì, dichiarato la nullità della sentenza di primo grado quanto alla domanda proposta dal padre del de cuius, L.F., per invalidità della procura alle liti.

    3. Al ricorso per cassazione, che è affidato a sei motivi, ha resistito con controricorso la società intimata, mentre non ha svolto attività difensiva S.N..

    4. La ricorrente ha depositato memoria.

    5. Con un ricorso...

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  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    1. In via preliminare si rileva che il ricorso iscritto al n.r.g. 25705 del 2015 assume valore oggettivo di ricorso successivo e, dunque, incidentale rispetto al ricorso iscritto al n.r.g. 25702 del 2015, dato che, essendo avvenuta la notifica dei due ricorsi coevamente, cioè lo stesso giorno, deve farsi riferimento, al fine di stabilire l'ordine fra di essi, al momento dell'iscrizione a ruolo, cioè alla "presa di contatto" con l'ufficio di questa Corte. Poichè il ricorso n.r.g. 25702 del 2015 è stato iscritto prima del ricorso n.r.g. 25705 del 2015 è quest'ultimo che va riunito all'altro ai sensi dell'art. 335 c.p.c..

    2. Con il primo motivo di ricorso principale si fa valere "violazione del dovere di corredare la propria decisione, sul rigetto dell'unico motivo di appello incidentale condizionato della vedova L.S., con un'argomentazione, pur concisa, in fatto e in diritto, idonea a far comprenderne le ragioni (art. 132 c.p.c., n. 4, in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4)".

    Il motivo lamenta che la corte territoriale non avrebbe adempiuto al dovere di motivazione, là dove ha provveduto sull'appello incidentale "subordinato" (scilicet: condizionato) della ricorrente, con il quale ci si era doluti che il Tribunale, provvedendo nel febbraio del 2013, non avesse, nel procedere alla liquidazione del danno patrimoniale da perdita della contribuzione maritale, provvedendo alla liquidazione: a) riconosciuto i ratei stipendiali che il defunto marito avrebbe percepito lavorando fino alla data della pronuncia della sentenza e dunque, della liquidazione, come danno ormai verificatosi, con la conseguenza di disporre poi sull'importo liquidato gli accessori, cioè la rivalutazione monetaria e gli interessi compensativi; b) riconosciuto come danno futuro soltanto i ratei maturandi dopo la pronuncia della sentenza e, quindi, applicato solo ad essi il sistema della capitalizzazione anticipata...

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