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Cassazione civile, 2018, Vedi massime correlate
  • Fatto

    FATTI DI CAUSA

    Il notaio C.F. impugnava innanzi alla CTP di Firenze un avviso di liquidazione con il quale venivano irrogate dall'Agenzia delle entrate sanzioni per tardiva registrazione dell'atto da lui rogato, di cui al D.P.R. n. 131 del 1986, art. 69 (per imposta di registro ed anche per le imposte ipotecarie e catastali in virtù del rinvio operato dal D.Lgs. n. 347 del 1990, art. 13 al D.P.R. n. 131 del 1986), in misura pari al 120% dell'imposta dovuta, per un totale di Euro 64.200,00, assumendo di aver provveduto, in data 12.5.2007, al pagamento di Euro 8.030,16, a titolo di ravvedimento ai sensi del D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 13. La CTP rigettava il ricorso proposto dal contribuente, il quale spiegava appello. La CTR accoglieva il gravame, tenuto conto che il contribuente si era ravveduto dopo che l'Amministrazione finanziaria aveva constatato la violazione, ma prima che fossero scaduti i termini del ravvedimento, essendo così preclusa la possibilità di avvalersi dell'istituto agevolativo, con la conseguenza che la sanzione applicabile doveva ritenersi quella minima per il ritardato pagamento dell'imposta di registro, determinata nella misura del 30%. L'Agenzia propone ricorso per la cassazione della sentenza, svolgendo tre motivi. La parte intimata non ha svolto difese.

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  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    1. Con il primo motivo, si censura la sentenza impugnata, denunciando la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 13 in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 3, atteso che i giudici della CTR avrebbero erroneamente interpretato il D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 13 ritenendo nella specie perfezionato il ravvedimento operoso tardivamente operato dal contribuente.

    1.1. Il motivo è inammissibile per difetto di interesse all'impugnazione, atteso che la CTR, sul presupposto che il contribuente aveva effettuato il pagamento dopo che l'Amministrazione finanziaria aveva constatato la violazione, mediante la notifica dell'avviso di liquidazione in data 9.5.2007, ha escluso correttamente che lo stesso si potesse avvalere del ravvedimento operoso. Invero, la disciplina dettata dal D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 13 regola l'istituto del cd. ravvedimento operoso che, collocato nell'ambito del sistema sanzionatorio amministrativo tributario, connota di efficacia premiale i comportamenti del contribuente che, riconoscendo di essere incorso nella violazione di una norma tributaria, formale e/o sostanziale, si adoperi per eliminare gli effetti della sua condotta, riconoscendone l'antigiuridicità. Il D.Lgs. n. 472 cit., art. 13 con una previsione di carattere generale, ha esteso a tutti i tributi l'operatività dell'istituto agevolativo, che, come si è detto, consiste nell'effettuare spontaneamente l'adempimento omesso o irregolarmente eseguito oltre i termini originariamente previsti ma nel rispetto di scadenze normativamente predeterminate. La disposizione è applicabile anche all'imposta di registro, in quanto l'espressione "dichiarazione" usata nella specie dal legislatore va intesa in senso lato e, quindi, comprensiva anche della nozione di "atto" o "denuncia". L'effetto premiale conseguibile consiste nell'abbattimento delle sanzioni ed è variamente graduato in ragione di tempi e modalità con i quali il...

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