• Fatto

    FATTI DI CAUSA

    1. Con atto di citazione notificato il 15 luglio 2005, V.A., detto " A." conveniva in giudizio, dinanzi al Tribunale di Roma, la RAI - Radiotelevisione Italiana s.p.a., chiedendone la condanna al risarcimento dei danni subiti per effetto della messa in onda - da parte della trasmissione "(OMISSIS)" di (OMISSIS) del (OMISSIS) - di un servizio che riproduceva un episodio concernente un tentativo di intervista, non andato a buon fine per il rifiuto del cantante, registrato dalla troupe della medesima trasmissione in data (OMISSIS), ossia circa cinque anni prima, e già mandato in onda a quell'epoca dalla RAI. Il Tribunale adito, con la decisione n. 529/2007, rigettava la domanda.

    2. Con sentenza n. 124/2014, notificata il 26 febbraio 2014, la Corte d'appello di Roma disattendeva, del pari, l'appello proposto dal V. avverso la decisione di prime cure. La Corte territoriale riteneva: a) sussistere una deroga alla necessità del consenso, richiesto dalla L. 22 aprile 1941, n. 633, art. 96 per la pubblicazione della propria immagine, fondata - a norma del successivo art. 97 - sulla notorietà del personaggio e sull'interesse pubblico dei fatti oggetto della pubblicazione, svoltosi altresì in un luogo pubblico; b) l'inesistenza del preteso diritto all'oblio; c) la liceità della trasmissione, sotto il profilo dell'essenzialità della notizia e della normativa in materia di privacy; d) la sussistenza, quanto all'asserito carattere lesivo dei commenti alle immagini, dell'esimente del diritto di satira; e) la novità della domanda - come tale improponibile in appello, ai sensi dell'art. 345 c.p.c. relativa all'utilizzo a fini commerciali dell'immagine del cantante.

    3. Per la cassazione di tale sentenza ha proposto, quindi, ricorso V.A., affidato a cinque motivi, ai quali la resistente RAI-Radiotelevisione Italiana ha replicato con controricorso.

    4. Il ricorrente ha depositato...

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  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    1. Osserva - in via pregiudiziale - la Corte che rivestono carattere assorbente, rispetto alle altre, le censure contenute nel secondo e nel quarto motivo del ricorso per cassazione proposto dal V.. Con tali censure il ricorrente - denunciando la violazione e falsa applicazione dell'art. 2 Cost. e L. n. 633 del 1941, art. 97, in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 - si duole del fatto che la Corte d'appello - con riferimento alla seconda trasmissione della "(OMISSIS)", andata in onda il (OMISSIS) - abbia ritenuto inesistente il dedotto diritto all'oblio, ed abbia considerato scriminato il carattere lesivo dei commenti alle immagini dal legittimo esercizio dell'esimente del diritto di satira. Il carattere centrale ed assorbente di detti motivi, nell'economia del ricorso, è posta, del resto, in luce dallo stesso svolgimento dei fatti.

    1.1. Dall'esame degli atti e dell'impugnata sentenza si evince, infatti, che la sera del (OMISSIS), il noto cantante A. più conosciuto come " A." - V., all'uscita di un ristorante nel quale si era intrattenuto a cena con amici, veniva avvicinato da una troupe della trasmissione televisiva "(OMISSIS)" di (OMISSIS), che richiedeva all'astista il rilascio di un intervista. Il V. - come si evince dalla sentenza di appello - non nascondeva il proprio disappunto per la presenza degli inviati della trasmissione, e rifiutava in modo secco e perentorio quanto richiestogli. L'episodio veniva mandato in onda nella suddetta trasmissione, corredato da un commento sarcastico dell'inviato il quale - alla fine - si chiedeva ironicamente: "Chissà perchè è così nervoso? Ma a Natale non si dovrebbe essere più buoni?".

    A distanza di circa cinque anni, e cioè il (OMISSIS), veniva mandato in onda un secondo servizio, che riproponeva le stesse immagini del (OMISSIS), inserite - senza autorizzazione alcuna da parte del cantante - all'interno di una...

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