• Fatto

    FATTI DI CAUSA

    La Gruppo Finelco s.p.a. impugnò, innanzi alla Ctp di Milano, un avviso d'accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate rettificò la dichiarazione Iva presentata per il 2004, riprendendo a tassazione l'imposta portata in detrazione in ordine ai "premi impegnativa" corrisposti dalla "Nove Nove Pubblicità" s.r.l., quale società concessionaria di pubblicità (poi incorporata dalla controricorrente) alla Aegis Media Italia s.p.a., in quanto ritenuti premi-fedeltà versati a titolo gratuito, senza alcuna assunzione di obbligazioni da parte dei clienti, escludendo dunque la relativa detraibilità.

    La Ctp accolse il ricorso.

    L'Agenzia propose appello, contestando la natura onerosa del versamento delle somme corrisposte alla Aegis Media Italia s.p.a..

    La Ctr rigettò l'appello, confermando la motivazione del giudice di primo grado.

    L'Agenzia ha proposto ricorso per cassazione, formulando due motivi.

    Resiste la Gruppo Finelco s.p.a. con controricorso, eccependo l'inammissibilità e infondatezza del ricorso; l'intimata ha presentato altresì memoria.

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  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    Con il primo motivo, l'Agenzia delle Entrate ha denunciato l'insufficiente motivazione su un fatto decisivo e controverso del giudizio, in relazione al profilo relativo alla ritenuta sussistenza, tra la Gruppo Finelco s.p.a. e la Aegis Media Italia s.p.a., di un contratto a titolo oneroso da cui nasceva un obbligo di prestazione a carico della seconda, pagato dalla prima con il premio suddetto, con riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.

    Con il secondo motivo di ricorso, l'Agenzia ricorrente ha lamentato, ai sensi dell'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 2, comma 3 e art. 3, comma 1, nonchè degli artt. 1362 e 2697 c.c., deducendo che gli accordi intercorsi tra le imprese concessionarie ed il centro media (cioè la società Aegis Media) non contemplavano alcun vincolo per quest'ultima al procacciamento di affari. Il Centro media, infatti, agiva solo su mandato del cliente inserzionista, utilizzatore della pubblicità, nel cui esclusivo interesse opera, e non su richiesta della società concessionaria, la quale non era tenuta a corrispondere alcun corrispettivo, ma solo un premio finale per il vantaggio conseguito al raggiungimento di determinati obiettivi in termini di volume d'affare.

    Anzitutto, occorre esaminare l'eccezione preliminare d'improcedibilità ed inammissibilità del ricorso.

    La società controricorrente ha eccepito l'improcedibilità del ricorso per violazione dell'art. 369 c.p.c., comma 2, per omesso deposito della sentenza notificata, con la relata di notificazione, nonchè l'inammissibilità per violazione dell'art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, in quanto, nell'ipotesi di deposito della sentenza notificata, la parte ricorrente ne ha omesso l'indicazione.

    Le eccezioni sono infondate. Dagli atti si desume che è stata depositata la copia autentica della sentenza impugnata e la connessa relata di notificazione; inoltre,...

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