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Cassazione civile, 2018, Vedi massime correlate
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  • Fatto

    FATTI DI CAUSA

    1. I signori M.L. e R.R., quali esercenti la potestà sui minori C. e A., nati nel (OMISSIS) - questi ultimi, vigente la lex soli, perciò anche cittadini canadesi -, chiedevano la trascrizione, nei registri dello stato civile del Comune di Trento, del provvedimento pronunciato in data 12 gennaio 2011 dalla Superior Court of Justice dell'Ontario con il quale si accertava anche la genitorialità di R.R. e ordinava che, l'atto di nascita dei due menzionati minori, fosse emendato con l'aggiunta di detto nome come loro genitore e secondo padre.

    1.1. L'Ufficiale di stato civile, tuttavia, respingeva la richiesta di trascrizione perchè contraria all'ordine pubblico, atteso che - secondo la normativa vigente - i genitori devono essere necessariamente di sesso diverso.

    2.1 predetti sigg. M. e R., pertanto, ricorrevano davanti alla Corte d'appello di Trento, ai sensi dell'art. 702 bis c.p.c., e L. n. 218 del 1995, art. 67, chiedendo che venisse riconosciuta, nell'ordinamento italiano, l'efficacia dell'anzidetto provvedimento giudiziale della Superior Court of Justice dell'Ontario e, pertanto, ordinato all'Ufficiale dello stato civile del Comune di Trento di trascrivere nell'atto di nascita di C. e M.A. quel provvedimento giudiziale canadese (che riconosceva anche la genitorialità, quale secondo padre, del sig. R.R.).

    2.1. Premettevano i due istanti di aver fatto ricorso - giovandosi di una donna donatrice di ovociti (nel 2009) e di altra donna disposta a sostenere la gravidanza per altri - alla procreazione medicalmente assistita all'estero, nell'Ontario, laddove le coppie dello stesso genere possono diventare genitori secondo la "gestazione per altri", regolata dalla legge canadese, che - in tali casi - non riconosce alla gestante la qualità genitoriale.

    2.2. Sulla base di un primo provvedimento giudiziale, il sig. M. era...

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  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    1.1. Con il primo motivo di ricorso principale (violazione e falsa applicazione della L. n. 218 del 1995, artt. 16 e 65, D.P.R. n. 396 del 2000, art. 18) il PG presso la Corte d'appello di Trento denuncia il provvedimento impugnato per avere riconosciuto, nell'ordinamento interno, gli effetti giuridici di quel provvedimento giurisdizionale straniero e di alcune norme di uno Stato estero contrarie all'ordine pubblico interno.

    1.1.1. In particolare, il PG presso la Corte territoriale contesta che sia conforme ai principi fondamentali del nostro ordinamento l'affermazione di una genitorialità in capo a persone dello stesso sesso e che a tanto si possa pervenire "per via giudiziaria", dandosi luogo ad una soluzione che: a) contrasterebbe con i principi fondamentali della Carta costituzionale; b) scardinerebbe l'intero sistema del diritto di famiglia italiano; c) ignorerebbe il comune sentire, ossia il modo in cui la stragrande maggioranza degli italiani concepisce maternità e paternità; d) cancellerebbe uno degli elementi fondanti la stessa identità nazionale; e) intaccherebbe la stessa sovranità dello Stato.

    1.1.2. In particolare, il richiamo - contenuto nel provvedimento impugnato - alla sentenza di questa sezione n. 19599 del 2016, ossia ad un precedente ritenuto isolato e contrastante con la consolidata giurisprudenza di legittimità, sarebbe incentrato su un'erronea interpretazione del concetto di ordine pubblico interno. Contro tale concetto riduttivo si ergerebbe la restante giurisprudenza (espressa nelle sentenze indicate in quelle nn. 1302/13, 19405/2013, 27592/2006, 2233272004 e 17349/2002), dovendosi far richiamo tanto ai principi costituzionali quanto ai più importanti istituti giuridici, ossia ai cardini della "struttura etica, sociale ed economica della comunità nazionale e della sua inconfondibile fisionomia", quali emergerebbero dagli artt. 30 e 31 Cost. (con i concetti di paternità e...

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