• Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    che:

    1. P.D. evocò in giudizio, dinanzi al Tribunale di Barcellona Po.Go., M.C. e la Carige Ass.ni Spa chiedendo il risarcimento di tutti i danni da lui subiti a seguito del sinistro stradale occorso il (OMISSIS) mentre era alla guida del proprio ciclomotore, sinistro del quale riteneva esclusiva responsabile la parte convenuta. Nella contumacia della M., il Tribunale adito accoglieva parzialmente la domanda e, ravvisato il concorso di colpa del 10% dell'attore, condannava le parti convenute, in solido, a corrispondergli una somma inferiore a quella da lui richiesta per i titoli vantati, disconoscendo altresì la sussistenza del danno derivante dalla cessazione della propria attività lavorativa di ristoratore che, secondo quanto da lui dedotto, doveva essere ascritta alle gravi lesioni derivanti dal sinistro. Compensava, inoltre, interamente le spese di lite.

    2. Con sentenza n. 829/2013, depositata il 10.12.2013, la Corte d'Appello di Messina, adita dal P. per la riforma della predetta sentenza, accoglieva l'appello soltanto in punto di compensazione delle spese, respingendolo per il resto.

    3. Il P. ricorre per la cassazione di tale pronuncia affidandosi a tre motivi, supportati anche da memoria ex art. 380 bis c.p.c., comma 1.

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  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    che:

    1. Con il primo motivo, il ricorrente censura la sentenza impugnata sotto due profili: 1) ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per violazione e falsa applicazione dell'art. 2054 c.c e art. 1227 c.c., lamentando che la Corte d'Appello, nel confermare la sussistenza del concorso di colpa accertato dal Tribunale, aveva erroneamente affermato che la accertata responsabilità del conducente del veicolo antagonista non escludeva del tutto la sua, e che egli non aveva dimostrato di aver fatto tutto il possibile per evitare il sinistro. Al riguardo, si duole del fatto che la Corte aveva erroneamente applicato alla fattispecie in esame l'art. 2054 c.c., comma 1, dovendosi invece ritenere sussistente - vista dinamica del sinistro, consistente nella collisione fra due veicoli - l'ipotesi di cui all'art. 2054 c.c., comma 2; lamenta altresì l'omessa considerazione della portata dell'art. 1227 c.c. e della ripartizione dei relativi oneri probatori, per la quale ha richiamato anche giurisprudenza di questa Corte; 2) ex art. 360 c.p.c., n. 5, per omesso esame della sua condotta di guida, fatto che era stato oggetto di discussione fra le parti e che doveva ritenersi immune da rilievi di sorta, così come chiaramente emerso dalle prove testimoniali assunte che non erano state affatto rivalutate dalla Corte d'Appello che, sul punto, aveva reso una motivazione apodittica.

    2. Con il secondo motivo, deducendo la violazione dell'art. 360 c.p.c., n. 3, lamenta la violazione degli artt. 2043,2056,1223 e 1226 c.c.: si duole del fatto che la Corte, nonostante la specifica censura mossa alla pronuncia del Tribunale, aveva omesso di considerare che il pregiudizio da lui subito doveva ricomprendere anche il mancato guadagno derivante dalla necessitata cessazione della sua attività lavorativa di ristoratore; lamenta altresì, deducendo la violazione dell'art. 360 c.p.c., n. 5, che non erano stati affatto esaminati nè i...

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