• Fatto

    RILEVATO

    CHE:

    1. - V.F., in proprio e nella qualità di titolare della omonima ditta individuale, convenne in giudizio la Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. (di seguito anche RFI) e il Comune di Terme Vigliatore per sentirli condannare al risarcimento, ex art. 2051 c.c. o ex art. 2043 c.c., di tutti i danni patiti a seguiti degli eventi atmosferici del 19 settembre 2009 e del 20 ottobre 2010, allorquando l'immobile di sua proprietà era stato invaso dalle acque meteoriche provenienti dai fondi dei convenuti (ossia dalla variante della SS (OMISSIS) e da un sottopasso ferroviario) a causa della inadeguatezza del sistema di raccolta e smaltimento delle predette acque.

    1.1. - Nel contraddittorio con i convenuti e con l'ANAS, chiamata in causa, l'adito Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, con sentenza pubblicata il 28 gennaio 2014, rigettò la domanda attorea, con condanna alle spese della V. soccombente.

    1.2. - Il Tribunale ritenne che gli eventi atmosferici indicati dall'attrice erano di tale intensità ed eccezionalità da doversi ascrivere a caso fortuito, elidente la responsabilità ai sensi dell'art. 2051 c.c., ciò desumendosi dalla Delib. Giunta Regionale Siciliana 15 febbraio 2010 e Delib. Giunta Regionale Siciliana 28 ottobre 2010, che, a seguito di detti eventi, avevano dichiarato lo stato di calamità naturale.

    1.3. - Il giudice di primo grado osservò, altresì, che, essendosi l'attrice lamentata dei danni provocati soltanto in occasione dei predetti due eventi calamitosi, il sistema di smaltimento delle acque meteoriche predisposto dai convenuti doveva aver ben funzionato allorquando le precipitazioni non avevano avuto carattere di eccezionalità ed imprevedibilità.

    1.4. - Il Tribunale reputò, infine, che, nonostante la Delib. giuntale 10 febbraio, si riferisse genericamente agli eccezionali eventi meteo interessanti le province di Messina e Palermo nel periodo settembre...

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  • Diritto

    CONSIDERATO

    CHE:

    1. - Con il primo mezzo è denunciata, ai sensi dell'art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4, violazione dell'art. 2051 c.c., artt. 115 e 116 c.p.c., per aver il Tribunale fatto malgoverno delle "massime di esperienza" e violato "i principi logici sottesi al prudente apprezzamento delle prove", assumendo come dimostrati in termini di eccezionalità e, dunque, di fortuito ai sensi dell'art. 2051 c.c., gli eventi atmosferici del 10 settembre 2009 e del 20 ottobre 2010 sulla scorta di delibere regionali dal carattere del tutto generico, neppure utilizzabili come "indizio o argomento di prova", mancando altresì di valutare le prove documentali in atti (missiva del Comune di Terme Vigliatore del 2/2/2011 e fax in pari data di RFI; nota RFI del 26/10/2009 e verbale di accordo tra RFI e Comune di Terme Vigliatore del 24/11/2010), da cui emergeva chiaramente la "insufficienza, inadeguatezza della condotta di smaltimento delle acque bianche, nonchè l'omessa manutenzione della stessa".

    2. - Con il secondo mezzo è dedotta, ai sensi dell'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione e falsa applicazione degli artt. 91 e 92 c.p.c., per aver il Tribunale condannato essa attrice al pagamento delle spese processuali nonostante "la palese fondatezza delle ragioni esposte nell'atto di citazione ed attesa la accertata responsabilità delle controparti". La ricorrente assume, altresì di impugnare il capo di ordinanza ex art. 348-bis, resa dalla Corte di appello di Messina, inerente alle spese processuali.

    3. - Il primo motivo, anzitutto, è ammissibile, in quanto rispettoso dei principi di specificità e di localizzazione processuale (art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6) degli atti rilevanti ai fini della censura di error in iudicando (e, segnatamente, delle Delib. Giunta regionale relative alla dichiarazione dello stato di calamità naturale), nonchè della regola dettata dall'art. 369 c.p.c., comma 2, n. 4, da interpretarsi...

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