• Fatto

    FATTI DI CAUSA

    S.G. e A. convennero in giudizio l'ANAS - Ente Nazionale per le Strade per ottenere il risarcimento dei danni subiti a seguito di un sinistro - avvenuto nella strada a scorrimento veloce (OMISSIS) - provocato dalla presenza di un bovino sulla carreggiata; nel giudizio venne chiamata in causa la Fondiaria-SAI s.p.a., quale impresa designata dal F.G.V.S. (essendo stato prospettato che alla determinazione del sinistro aveva concorso l'abbagliamento da parte di un veicolo rimasto non identificato).

    La Corte di Appello di Palermo ha confermato la sentenza di primo grado, che aveva rigettato la domanda, ritenendo che non fosse configurabile la responsabilità dell'ANAS (sia ex art. 2051 c.c., che ex art. 2043 c.c.) e che non fosse stata fornita alcuna prova circa la presenza di un veicolo antagonista i cui fari avessero abbagliato il conducente della vettura occupata dagli attori.

    Gli S. hanno proposto ricorso per cassazione, affidato a quattro motivi, cui ha resistito l'ANAS s.p.a..

    Il P.M. ha depositato conclusioni scritte, con cui ha chiesto il rigetto del ricorso.

    Contenuto riservato agli abbonati
    Fai LOGIN o ABBONATI per accedere al contenuto completo
  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    1. Col primo motivo (che deduce violazione e/o falsa applicazione degli artt. 2051 e 1175 c.c., art. 14 C.d.S., D.Lgs. n. 143 del 1994, art. 2, art. 39 C.d.S. e art. 95 del relativo Regolamento di Attuazione, art. 2 Cost. e L. n. 2248 del 1865, art. 16, all. F), i ricorrenti censurano la Corte per avere escluso la responsabilità ex art. 2051 c.c., dell'ANAS: assumono che, quale soggetto chiamato ad esercitare i diritti ed i poteri attribuiti all'ente proprietario, l'ANAS era custode della strada; che tale custodia comportava la necessità di adottare, a prescindere dall'esistenza di specifiche prescrizioni normative, "quelle misure che (fossero) effettivamente idonee ed adeguate per escludere ogni ipotesi di pericolo", in relazione alle specifiche caratteristiche della strada; che, in particolare, doveva essere prevista ed impedita la possibilità di attraversamento di animali nei tratti che costeggiavano campi e, laddove era stata apposta una recinzione, doveva esserne curata la manutenzione; concludono che la Corte non aveva considerato che l'ANAS, che ne era onerata, non aveva fornito la prova (liberatoria) del caso fortuito, non avendo dimostrato che l'animale fosse sbucato all'improvviso sulla sede stradale e che non vi fosse stata la possibilità di accertarne la presenza e di allontanarlo dalla carreggiata.

    2. Il secondo motivo - che ribadisce la sussistenza della responsabilità ex art. 2051 c.c. o, in subordine, ex art. 2043 c.c. - denuncia l'omesso esame o l'esame meramente apparente e il travisamento delle risultanze istruttorie circa un punto decisivo: i ricorrenti censurano la Corte per non avere ritenuto che, in relazione alla specifiche caratteristiche della strada, sussistesse l'obbligo di dotarla di recinzione, nonchè per non avere adeguatamente motivato circa l'impossibilità di vigilanza e di tempestivo intervento per rimuovere l'animale e, altresì, per non avere riconosciuto la dovuta...

    Contenuto riservato agli abbonati
    Fai LOGIN o ABBONATI per accedere al contenuto completo
Correlazioni:

Note a sentenza (1)

Legislazione Correlata (2)

Portali (2)

please wait

Caricamento in corso...