Estremi:
Cassazione civile, 2017,
  • Fatto

    FATTO E DIRITTO

    Visto il ricorso proposto da M. e M.S. nei confronti della s.a.s. Locri di P.S. & C., di Ve.Ve., V.V., F.A. e R.M., avverso la sentenza emessa dalla Corte d'appello di Ancona, pubblicata il 23/1/2014;

    considerato che, per quel è utile evocare in questa sede in relazione al prosieguo, il ricorso importa il vaglio di questioni processuali di particolare rilievo attinenti all'integrità del contraddittorio;

    considerato che, siccome di recente affermato da questa stessa Sezione (ord. n. 12949/2017) "la rimessione della causa alla pubblica udienza da parte della Sezione semplice in esito alla trattazione del ricorso in adunanza camerale, sebbene non espressamente prevista dall'art. 380-bis c.p.c., comma 1 (introdotto dal detto D.L. 31 agosto 2016, n. 168, art. 1-bis, comma 1, lett. f) come modificato dalla richiamata legge di conversione), deve tuttavia ritenersi ammessa (in tal senso già Cass., Sez. 2, n. 5534 del 06/03/2017), sia perchè la valutazione operata prima facie dal Presidente della Sezione semplice, allorquando fissa l'adunanza camerale ai sensi dell'art. 377 c.p.c., comma 1 sul presupposto che la questione di diritto sottoposta non rivesta particolare rilevanza, non può ritenersi vincolante per la Corte nella sua collegialità, la quale ben può pervenire a diversa conclusione sulla base dell'approfondito esame del ricorso, sia perchè tale potere è espressamente riconosciuto dall'art. 380-bis c.p.c., comma 3 (nel testo introdotto dal detto decreto legge) alla speciale sezione di cui all'art. 376 c.p.c. e ben può essere riconosciuto in via analogica alla sezione semplice, sussistendo, nei casi in cui la questione di diritto sottoposta assuma "particolare rilevanza", la eadem ratio".

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