Estremi:
Cassazione civile, 2017, Vedi massime correlate
  • Fatto

    FATTI DI CAUSA

    Giampaolo Pisano, + ALTRI OMESSI, tutti proprietari delle rispettive unità immobiliari comprese nel Condominio del complesso immobiliare (OMISSIS), località (OMISSIS), hanno proposto ricorso articolato in quattro motivi avverso la sentenza 21 luglio 2015, n. 496/2015, resa dalla Corte d'Appello di Cagliari. La Corte d'Appello di Cagliari aveva accolto l'appello proposto da S.A.M., S.G. e M.D. nei confronti dell'amministratore del complesso immobiliare (OMISSIS), località (OMISSIS), avverso la sentenza n. 2497/2010 del Tribunale di Cagliari. Il giudizio aveva avuto inizio con citazione del 18 gennaio 2004, contenente impugnazione della deliberazione assembleare 18 dicembre 2003 del Condominio (OMISSIS), proposta dai condomini S.G. e M.D. nei confronti dell'amministratore del complesso immobiliare. A seguito di rinnovazione della citazione, perchè nulla, il Tribunale aveva poi dichiarato il difetto di valida procura alle liti dell'avvocato S.A.M.. Disattesa tale questione pregiudiziale, la Corte d'Appello di Cagliari annullava la deliberazione assembleare del 18 dicembre 2003 relativa alla ripartizione delle spese per il servizio di autospurgo, affermando che la stessa doveva essere effettuata alla stregua del criterio di cui all'art. 1123 c.c., comma 1.

    Resistono con controricorso S.A.M., S.G. e M.D..

    Su proposta del relatore, che aveva ritenuto il giudizio definibile nelle forme di cui all'art. 380 bis c.p.c., in riferimento all'art. 375 c.p.c., comma 1, n. 1), era stata dapprima fissata l'adunanza della camera di consiglio. Il Collegio, con ordinanza del 10 marzo 2017, ritenne tuttavia che non ricorresse l'ipotesi di cui all'art. 375 c.p.c., comma 1, n. 5), e rimise la causa alla pubblica udienza.

    Contenuto riservato agli abbonati
    Fai LOGIN o ABBONATI per accedere al contenuto completo
  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    Il primo motivo di ricorso deduce la violazione o falsa applicazione degli artt. 83,159 e 164 c.p.c.

    Il secondo motivo di ricorso denuncia la violazione e falsa applicazione dell'art. 346 c.p.c.

    Il terzo motivo censura la sentenza della Corte d'Appello di Cagliari per la violazione o falsa applicazione dell'art. 1137 c.c. e art. 149 c.p.c.

    Il quarto motivo di ricorso denuncia la violazione e falsa applicazione dell'art. 1123 c.c., commi 1 e 2.

    Si impone, tuttavia, un rilievo pregiudiziale, che induce a ravvisare l'inammissibilità del ricorso.

    Il ricorso per cassazione è stato proposto dai singoli condomini del Condominio (OMISSIS), località (OMISSIS), Giampaolo Pisano, + ALTRI OMESSI, laddove la sentenza oggetto di ricorso era stata pronunciata nei confronti dell'amministratore del medesimo Condominio (OMISSIS).

    Il giudizio concerne un'impugnazione di deliberazione assembleare ex art. 1137 c.c. in tema di ripartizione di spese. Per consolidato orientamento di questa Corte, spetta in via esclusiva all'amministratore del condominio la legittimazione passiva a resistere nei giudizi promossi dai condomini per l'annullamento delle delibere assembleari, ove queste non attengono a diritti sulle cose comuni (Cass. Sez. 2, 20/04/2005, n. 8286; Cass. Sez. 2, 14/12/1999, n. 14037; Cass. Sez. 2, 19/11/1992, n. 12379).

    Nella specie, si tratta di impugnativa di deliberazione dell'assemblea condominiale relativa alla ripartizione di spese per un servizio comune. L'impugnativa è fondata sull'assunta violazione dei criteri di suddivisione stabiliti dalla legge, ed è quindi volta ad ottenere una pronuncia di invalidità della deliberazione assembleare, per il cui accertamento sono legittimati, dal lato attivo, ciascun condomino, e, passivamente, come accennato, soltanto l'amministratore del condominio, senza necessità di partecipazione al giudizio dei...

    Contenuto riservato agli abbonati
    Fai LOGIN o ABBONATI per accedere al contenuto completo
Correlazioni:

Legislazione Correlata (5)

Portali (1)

please wait

Caricamento in corso...