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Cassazione civile, 2017, Vedi massime correlate
  • Fatto

    FATTI DI CAUSA

    1. S.I. convenne in giudizio, davanti al Tribunale di Nuoro, Sa.Fr. e la UGF Assicurazioni (oggi Unipolsai Assicurazioni s.p.a.), chiedendo il risarcimento dei danni conseguenti ad un sinistro a lui capitato mentre si trovava nei pressi del cancello della sua azienda.

    A sostegno della domanda espose che in quella occasione, mentre il trattore condotto dal Sa. si trovava fermo in mezzo alla strada col motore acceso, era stato colpito alla gamba da un grande cancello che, trasportato sopra il trattore, era improvvisamente scivolato a causa di un piccolo spostamento del mezzo.

    Si costituì in giudizio la società di assicurazione, chiedendo il rigetto della domanda, mentre il Sa. rimase contumace.

    Il Tribunale, senza espletare la richiesta prova per testi, rigettò la domanda e condannò l'attore al pagamento delle spese di lite.

    2. La pronuncia è stata impugnata da parte dell'attore soccombente e la Corte d'appello di Cagliari, Sezione distaccata di Sassari, con sentenza del 15 gennaio 2016, ha rigettato il gravame, condannando l'appellante al pagamento delle ulteriori spese del grado.

    3. Contro la sentenza della Corte d'appello di Cagliari ricorre S.I. con atto affidato a tre motivi.

    Resiste l'Unipolsai Assicurazioni s.p.a. con controricorso.

    Sa.Fr. non ha svolto attività difensiva in questa sede.

    Il ricorso è stato avviato alla trattazione in camera di consiglio, sussistendo le condizioni di cui agli artt. 375,376 e 380-bis cod. proc. civ. e la società di assicurazione ha depositato memoria.

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  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    1. Ragioni di economia processuale consigliano di esaminare il ricorso partendo dal terzo motivo, col quale si lamenta, in riferimento all'art. 360 cod. proc. civ., comma 1, n. 5), omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio, rilevando che la sentenza impugnata si sarebbe posta in contrasto con l'insegnamento di cui alla sentenza 29 aprile 2015, n. 8620, delle Sezioni Unite di questa Corte.

    1.1. Il motivo è fondato.

    La sentenza delle Sezioni Unite appena richiamata, infatti, ha risolto il problema della definizione del concetto di circolazione e, in un caso non molto diverso da quello in esame, ha affermato che circolazione è anche la sosta del veicolo e che "le operazioni di carico o scarico del veicolo sono in funzione del suo avvio nel flusso della circolazione, così come qualsiasi atto di movimentazione di esso o delle sue parti (quale apertura, chiusura sportelli ecc), con la conseguenza che, quando avvengano sulla pubblica via, danno luogo all'applicabilità della normativa sull'assicurazione per la R.C.A.".

    Hanno aggiunto le Sezioni Unite che "per l'operatività della garanzia per la R.C.A. è necessario il mantenimento da parte del veicolo, nel suo trovarsi sulla strada di uso pubblico o sull'area ad essa parificata, delle caratteristiche che lo rendono tale sotto il profilo concettuale e, quindi, in relazione alle sue funzionalità, sia sotto il profilo logico che sotto quello di eventuali previsioni normative, risultando, invece, indifferente l'uso che in concreto si faccia del veicolo, semprechè che esso rientri in quello che secondo le sue caratteristiche il veicolo stesso può avere". Questa sentenza, fra l'altro, è in armonia anche con i principi espressi dalla Corte di giustizia dell'Unione Europea nella sentenza 4 settembre 2014, n. 162 (nella causa C-162/13).

    Nè può contestarsi che il trattore sia un mezzo di trasporto, dovendosi anzi riconoscere che...

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