Estremi:
Cassazione civile, 2017,
  • Fatto

    RILEVATO

    che:

    nel 2004 F.F. e F.M.L. convennero dinanzi al Tribunale di Palermo il condominio "(OMISSIS)" di (OMISSIS), chiedendone la condanna al risarcimento dei danni rispettivamente patiti in conseguenza della caduta della cabina dell'ascensore condominiale, all'interno del quale le attrici si trovavano proprio nel momento del guasto; il Tribunale di Palermo con sentenza n. 3711 del 2008 rigettò la domanda;

    la sentenza venne appellata dalle parti soccombenti;

    la Corte d'appello di Palermo, con sentenza non definitiva 31 luglio 2014 n. 1300, accolse il gravame, e condannò il condominio al risarcimento del danno, provvedendo con separata ordinanza per il prosieguo dell'istruttoria;

    quindi, con sentenza definitiva 24 aprile 2015 n. 1032, provvide alla liquidazione del danno;

    ambedue le suddette sentenze sono stata impugnate per cassazione dal condominio "(OMISSIS)", con ricorso fondato su quattro motivi; le intimate non si sono difese in questa sede.

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  • Diritto

    CONSIDERATO

    che:

    col primo motivo le ricorrenti lamentano, ai sensi dell'art. 360 c.p.c., n. 3, la violazione dell'art. 2051 c.c.;

    deducono che la responsabilità del custode di cui all'art. 2051 c.c. deve escludersi quando il danno sia stato provocato unicamente dalla condotta di un terzo; che nel caso di specie l'incidente fu causato dalla improvvisa rottura del dispositivo di rallentamento della cabina ascensore; che tale difetto era dovuto ad un vizio di progettazione del vano di fondo corsa; che mai, prima dell'incidente, questo vizio costruttivo si era manifestato, nè poteva essere sospettato; che, in definitiva, l'art. 2051 c.c. era stato violato perchè la Corte d'appello aveva attribuito al custode la responsabilità di un danno provocato unicamente dal fatto del terzo;

    il motivo è manifestamente infondato;

    il ricorrente è nel vero quando assume che il fatto del terzo integra gli estremi del caso fortuito, e come tale esclude la responsabilità del custode di cui all'art. 2051 c.c.; tuttavia per "fatto del terzo" deve intendersi la condotta di un soggetto, estranea al custode, di per sè idonea a provocare il danno a prescindere dall'uso della cosa oggetto di custodia; non ricorre, pertanto, il caso fortuito idoneo ad escludere la responsabilità del custode quando la cosa oggetto di custodia abbia provocato il danno in conseguenza di un vizio costruttivo (ex multis, in tal senso, Sez. 3, Sentenza n. 26051 del 30/10/2008; nello stesso senso, Sez. 3, Sentenza n. 5755 del 10/03/2009);

    col secondo motivo il ricorrente lamenta, ai sensi dell'art. 360 c.p.c., n. 3, la violazione dell'art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4,; sostiene che la Corte d'appello avrebbe condannato il condominio al risarcimento "senta indicare le ragioni del proprio convincimento, ignorando ed omettendo di valutare le difese spiegate dal condominio";

    il motivo è manifestamente infondato: sia perchè ambedue...

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