• Fatto

    PREMESSO IN FATTO

    CHE:

    1. La società Faidutti srl e l'Associazione Centro Studium hanno proposto appello nei confronti della sentenza, resa dal Tribunale di Gorizia, che, dichiarato il difetto di legittimazione attiva dell'Associazione, aveva rigettato le domande, di impugnazione delle deliberazioni assembleari del 3/5/2005 e del 13/10/2005, proposte in primo grado contro il (OMISSIS).

    2. La Corte d'appello di Trieste, con sentenza del 15 ottobre 2013, ha, in parziale riforma della sentenza impugnata, dichiarato la legittimazione attiva dell'Associazione, per il resto rigettando l'appello e confermando la pronuncia di primo grado.

    3. La società Faidutti e l'Associazione Centro Studium hanno proposto ricorso in cassazione, articolato in nove motivi.

    Il Condominio ha proposto controricorso, con cui ha eccepito l'inammissibilità del ricorso in quanto i nove motivi si limiterebbero a riprendere alla lettera le deduzioni e le argomentazioni svolte in primo e in secondo grado.

    Le ricorrenti hanno presentato memoria, nella quale, in risposta all'eccezione di inammissibilità proposta dal Condominio, pongono in essere un'ermeneutica dei motivi proposti con il ricorso.

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  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    CHE:

    1. Con il primo motivo le ricorrenti denunciano "violazione e/o falsa applicazione dell'art. 2909 c.c., in relazione (...) alla sentenza numero 315/2013 della Corte d'appello di Trieste". La Corte d'appello, nella pronuncia impugnata, non avrebbe "tenuto nella dovuta considerazione" la sentenza appena menzionata, della stessa Corte.

    Il motivo è infondato. La Corte d'appello afferma infatti di attenersi "al proprio precedente - appunto la sentenza n. 315/2013 - circa la legittimazione dell'Associazione" e precisa poi che la sentenza riguarda l'impugnazione di un'altra deliberazione assembleare, del 21 settembre 2006, e che non vi è neppure coincidenza soggettiva, essendo parte del presente giudizio anche la società Faidutti.

    2. Con il secondo, il quarto e il nono motivo, come chiariscono le ricorrenti nella memoria, si lamenta il vizio della motivazione. I motivi sono inammissibili: si denuncia infatti un parametro (l'omissione e insufficienza della motivazione) non applicabile ratione temporis alla fattispecie.

    3. Con il terzo motivo si lamenta la violazione e/o falsa applicazione dell'art. 1123 c.c., e dell'art. 1135, nn. 2 e 3. Il costo indicato per gli "spurghi" non può - ad avviso delle ricorrenti essere imputato alla sola Faidutti in base a una mera "opinione" dell'amministratore sulle cause dell'evento.

    Il motivo è fondato. L'assemblea condominiale del 13 ottobre 2005, con all'ordine del giorno "approvazione del consuntivo e riparto spese ordinarie" ha infatti deliberato di addebitare alla proprietà Faidutti i costi dello spurgo "in quanto l'amministratore ritiene che i lavori di ristrutturazione della proprietà stessa abbiano causato l'intasamento". La relativa deliberazione è invalida. Il singolo condomino risponde infatti verso gli altri condomini dei danni da lui causati, ma fino a quando egli non abbia riconosciuto la propria responsabilità o...

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