• Fatto

    FATTI DI CAUSA

    Il Tribunale di Milano, con sentenza 7.10.2008 n. 11797, rigettava la opposizione proposta da M.P. e S.V. avverso il decreto emesso dallo stesso Tribunale con il quale veniva ingiunto il pagamento della somma di Euro 261.767,74 a favore di Domina Vacanze s.p.a. che agiva n.q. di cessionaria "pro soluto" a titolo oneroso del credito in regresso vantato da Meliorbanca s.p.a. - in conseguenza alla escussione della garanzia prestata dalla stessa banca per le somme dovute al creditore principale Union Cicliste International UCI per la iscrizione della squadra professionista Cycling Team s.r.l. alla stagione ciclistica internazionale del 2004- anche nei confronti dei suddetti opponenti, i quali avevano garantito con fidejussione l'adempimento della obbligazione di controgaranzia a prima richiesta assunta -nei confronti della banca- dalla ordinante Cycling Team s.r.l., società successivamente dichiarata fallita, con sentenza del Tribunale di Macerata pubblicata in data 15.11.2007 nel corso del giudizio di opposizione che era stato, in conseguenza, interrotto relativamente alla società fallita e proseguito nei confronti dei fidejussori.

    La Corte d'appello di Milano, con sentenza 14.10. 2014 n. 3592, rigettava l'appello proposto dal solo M., confermando la decisione impugnata e rilevando la infondatezza della tesi difensiva dell'appellante secondo cui, i condebitori solidali principali verso UCI dovevano essere individuati, alla stregua delle disposizioni del regolamento UCI, in Blue Sea Service Llc, società (OMISSIS) con succursale in (OMISSIS), proprietaria e responsabile finanziario della squadra ciclistica, nonchè nello "sponsor" Domina Vacanze s.p.a. (con la conseguenza, secondo la prospettazione difensiva, che il credito in regresso non era stato acquistato da Domina Vacanze s.p.a. ma si era estinto per pagamento effettuato dal debitore). In particolare osservava, il Giudice di merito, che...

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  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    Il Collegio ha raccomandato la redazione della motivazione in forma semplificata.

    Il ricorso deve essere dichiarato improcedibile, non avendo assolto il ricorrente all'onere prescritto dall'art. 369 c.p.c., comma 2, n. 2).

    La sentenza di appello, secondo quanto dichiarato dallo stesso ricorrente M. nel ricorso, sarebbe stata infatti notificata, in data 7 novembre 2014, presso il difensore domiciliatario avv. Federico Jannoni, in forma telematica a mezzo PEC, a cura dell'avv. Stefania Pattarini difensore dell'appellata DOMINA Vacanze s.p.a., ai sensi della L. 21 gennaio 1994, n. 53, art. 3 bis (introdotto dal D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, art. 16 quater, conv. con modificazioni in L. 17 dicembre 2012, n. 221), norma che autorizza gli avvocati ad eseguire la notifica di atti e documenti relativi al processo con modalità telematica utilizzando gli indirizzi di posta elettronica certificata.

    Tale forma di procedimento notificatorio, che in applicazione delle norme di legge che disciplinano il "processo telematico" trova obbligatoria applicazione, peraltro secondo differenti scadenze temporali, negli uffici di merito, non è stato ancora estesa al giudizio di cassazione per il quale non operano, tuttora, le disposizioni sul deposito telematico degli atti processuali di cui al D.L. 18 ottobre 2012 n. 179, art. 16-bis, commi da 1 a 4, conv. con modificazioni in L. 17 dicembre 2012, n. 221 e succ. mod., essendo regolato -pertanto- tale giudizio dalle norme processuali che prevedono la notifica ed il deposito in Cancelleria di atti e documenti in forma analogica i quali, ove richiesto, devono essere sottoscritti con firma autografa. Ne segue che gli atti e documenti elettronici, sebbene trasmessi dal difensore o pervenuti al suo indirizzo PEC in forma telematica, per rispondere ai requisiti di procedibilità ed ammissibilità prescritti dagli artt. 365,369,370,371 e 372 c.p.c., debbono...

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