• Fatto

    FATTI DI CAUSA

    In parziale riforma della decisione di prime cure la Corte d'appello di Catania con sentenza 11.10.2013 n. 558:

    - confermava l'accertamento in concreto compiuto dal primo giudice in ordine al concorso di pari responsabilità nella causazione del sinistro stradale verificatosi il (OMISSIS) in conseguenza della collisione tra il motoveicolo condotto da T.A. e l'auto di proprietà di B.L., condotta da B.N., assicurata per la RCA con AXA Ass.ni s.p.a., ritenendo non vincolante per il Giudice di merito l'accordo concluso in data 11.11.2002 dal T. con AXA s.p.a., in relazione al risarcimento dei "danni materiali" a cose, nel quale il concorso di colpa del danneggiato, era stato stimato nella diversa misura del 10%;

    - accoglieva l'appello proposto da T.A., riformando la decisione impugnata in relazione alla ulteriore decurtazione del 50% dell'importo risarcitorio (applicata per omesso uso del casco integrale, in quanto non prescritto dalle norme del Codice della strada al tempo del sinistro);

    - rideterminava il danno risarcibile in complessivi Euro 9.093,00 a titolo di danno biologico da invalidità permanente; Euro 3.000,00 per il danno biologico da inabilità temporanea; Euro 2.273,25 a titolo di danno morale soggettivo, oltre il danno da ritardo calcolato secondo i criteri indicati dalla sentenza SS.UU. n. 1712/1995;

    - accoglieva l'appello incidentale proposto dall'INAIL che aveva esercitato il diritto di surroga ex art. 1916 c.c., nei confronti dei responsabili del danno e dell'AXA Ass.ni s.p.a., per l'intero ammontare delle indennità assistenziali erogate al T., in misura corrispondente al "quantum" liquidato a titolo di danno biologico;

    - accoglieva l'appello incidentale proposto da AXA Ass.ni s.p.a. dichiarando la stessa tenuta, in solido con i responsabili B., al solo risarcimento in favore del T. del danno morale -...

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  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    Con il primo motivo viene dedotto il vizio di extrapetizione in violazione degli artt. 112 e 167 c.p.c, nonchè il vizio di violazione degli artt. 1322 e 1965 c.c., avendo il Giudice di appello ritenuto che l'atto di transazione in data 11.11.2002 non spiegasse alcuna efficacia nei rapporti tra il T. ed AXA Ass.ni s.p.a., e non impedisse l'accertamento in concreto del pari concorso di colpa dei conducenti dei veicoli, ed inoltre avendo la Corte territoriale in tal senso pronunciato pure in mancanza di eccezione di parte, atteso che la società assicurativa, costituendosi in primo grado, aveva chiesto che fosse riconosciuta una responsabilità concorrente dei conducenti "come da atto di transazione e quietanza che si allega e produce" e, dunque, riconoscendo che il concorso di colpa del T. doveva calcolarsi nella minore misura del 10% (comparsa di risposta AXA, solo parzialmente riprodotta alla pag. 3 del ricorso).

    Il motivo è inammissibile, non assolvendo ai requisiti minimi prescritti dall'art. 366 c.p.c..

    La censura relativa alla violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, fondata sull'accertamento in concreto della pari responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti nello scontro, compiuto da entrambi i Giudici di merito sebbene in - asserita - mancanza di una espressa eccezione della società assicurativa volta a contestare il concorso di responsabilità del T., non è assistita dalla necessaria esposizione del fatto processuale, nella specie determinata dalla discrasia tra la statuizione impugnata ed il contenuto delle difese ed eccezioni svolte da AXA Assicurazioni s.p.a. nella comparsa di risposta depositata in primo grado, non essendo al riguardo sufficiente la estrapolazione virgolettata di alcune proposizioni tratte dall'atto difensivo della società convenuta in primo grado (cfr. ricorso, pag. 2-3), rimanendo in tal modo impedito alla Corte di...

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