Estremi:
Cassazione civile, 2017,
  • Fatto

    RILEVATO IN FATTO

    che

    1. Il Tribunale di Napoli, con sentenza del 14 novembre 2013, ha pronunciato la separazione dei coniugi G.P. e S.M. rigettando le reciproche richieste di addebito, ha assegnato la casa coniugale alla S. convivente con i due figli maggiorenni. Ha imposto un assegno mensile di 3.000 Euro al G. a titolo di mantenimento della S. (per 1.000 Euro) e dei figli non ancora indipendenti (per 1.000 Euro ciascuno), oltre a un contributo in misura pari al 50% delle spese straordinarie.

    2. Ha proposto appello la S. lamentando il rigetto della domanda di addebito fondata sull'infedeltà coniugale e sull'abbandono della casa familiare da parte del G. e chiedendo l'elevazione dell'ammontare dell'assegno e della percentuale di contribuzione alle spese straordinarie.

    3. Ha proposto appello incidentale il G. chiedendo la riduzione dell'ammontare dell'assegno in favore della moglie e la revoca dell'assegnazione della casa familiare.

    4. La Corte di appello di Napoli, con sentenza n. 2254/15, ha accolto l'appello della S. quanto alla pronuncia di addebito della separazione, all'elevazione dell'ammontare dell'assegno che ha rideterminato in 3.600 Euro mensili (specificando in 1.200 Euro la destinazione in favore della S. e di ciascun figlio) e della percentuale di contribuzione alle spese straordinarie fissata nel 75%. Ha respinto la richiesta della S. di porre a carico del G. l'importo degli oneri condominiali ordinari, relativi alla casa familiare, con condanna alla restituzione delle somme trattenute sull'assegno mensile a tale titolo dal G.. Infine ha respinto la domanda di revoca dell'assegnazione della casa familiare proposta dal G..

    5. Ricorre per cassazione G.P. con quattro motivi di impugnazione, illustrati da memoria difensiva.

    6. Non svolge difese ...

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