Estremi:
Cassazione civile, 2017,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con sentenza del 12/3/2013 la Corte d'Appello di Roma, in parziale accoglimento del gravame interposto dal sig. L.B.B. e in conseguente parziale riforma della pronunzia Trib. Cassino n. 676/2006, ha rideterminato con valutazione equitativa l'ammontare liquidato dal giudice di prime cure a titolo di risarcimento del danno patrimoniale dal medesimo sofferto in conseguenza di sinistro stradale avvenuto il (OMISSIS), allorquando è stato investito dall'autovettura Autobianchi Y 10 tg. (OMISSIS) di proprietà del sig. Fi.Ma. e condotta dal sig. F.M., che percorreva a fari spenti la S.S. (OMISSIS) e non si era accorto della sua presenza.

    Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito il L.B. propone ora ricorso per cassazione, affidato a 4 motivi, illustrati da memoria.

    Resiste con controricorso la società Groupama Assicurazioni s.p.a (già Nuova Tirrena s.p.a.), che ha presentato anche memoria.

    Gli altri intimati non hanno svolto attività difensiva.

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Con il 1 motivo i ricorrenti denunziano "violazione e falsa applicazione" degli artt. 1223 e 2056 c.c., artt. 2,62,63 Cost., in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5.

    Con il 2^ motivo denunziano degli artt. 1226 e 2056 c.c., in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

    Con il 3^ motivo denunziano violazione dell'art. 116 c.p.c., in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5; nonchè "omessa valutazione" di un fatto decisivo, in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.

    Con il 4^ motivo i ricorrenti denunziano "violazione e falsa applicazione" degli artt. 112 e 115 c.p.c., art. 111 Cost., artt. 1223 e 2056 c.c., artt. 2,62,63 Cost., in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5.

    Il ricorso si appalesa sotto plurimi profili inammissibile.

    Va anzitutto osservato che il requisito - a pena di inammissibilità richiesto all'art. 366 c.p.c., comma 1, n. 3 - della sommaria esposizione dei fatti di causa non risulta invero soddisfatto allorquando come nella specie vengano nel ricorso pedissequamente riprodotti (in tutto o in parte) atti e documenti del giudizio di merito (nel caso, l'atto di appello, la sentenza impugnata), in contrasto con lo scopo della disposizione di agevolare la comprensione dell'oggetto della pretesa e del tenore della sentenza impugnata, in immediato coordinamento con i motivi di censura (v. Cass., Sez. Un., 17/7/2009, n. 16628), essendo necessario che vengano riportati nel ricorso gli specifici punti di interesse nel giudizio di legittimità (cfr. Cass., 8/5/2012, n. 6909), con eliminazione del "troppo e del vano", non potendo gravarsi questa Corte del compito, che non le appartiene, di ricercare negli atti del giudizio di merito ciò che possa servire al fine di utilizzarlo per pervenire alla decisione da adottare (v. Cass., 25/09/2012, n. 16254; Cass., 16/2/2012, n. 2223; Cass., 12/9/2011, n. 18646; Cass., 22/10/2010,...

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