Estremi:
Tribunale minorenni Bologna, 2017, Vedi massime correlate
  • Fatto

    IN FATTO

    Gr. An. nata a Bologna, in --omissis--, residente a Casalecchio di Reno (BO), in --omissis--, ha richiesto, ai sensi dell'art. 44 lett. d, l. adoz., di poter adottare la minore Ve. Ag., nata a Bologna, in --omissis--, a seguito di procreazione medicalmente assistita.

    L'istante premette di avere instaurato una relazione affettiva con Ma. Ve., nata a Bologna, in data --omissis--, nel gennaio del 2006 per approdare ad una successiva stabile convivenza nel giugno 2008 che prosegue fino ad oggi. La coppia vive attualmente, con comune residenza in Casalecchio di Reno, alla via --omissis--, presso l'immobile dove entrambe sono locatarie al 50% e dividono al 50% le spese quotidiane.

    Nel 2010, l'istante riferisce di avere deciso, in accordo con la propria compagna, di avere un figlio, ricorrendo alla procedura di procreazione medicalmente assistita presso una clinica specializzata di Bruxelles. La coppia decideva consensualmente che, a portare avanti la gravidanza, sarebbe stata la Sig.ra Ve. in quanto tra le due donne era quella più desiderosa di vivere questa fase della genitorialità. La minore Ve. Ag. nasceva presso l'Ospedale Maggiore di Bologna in data --omissis--.

    Orbene, le indagini svolte hanno dato tutte esito positivo. A conferma rilevano i colloqui con i genitori e l'osservazione diretta relazionata dagli Assistenti Sociali, dalle quali emerge che "la bimba é apparsa solare, intelligente e molto dolce, si è trovata a proprio agio e si è relazionata con le sue mamme con naturalezza ed affetto.” Ancora, si legge in relazione, “trascorre la giornata del sabato con mamma .... con cui prepara un dolce e la pasta alla carbonara, il loro piatto preferito. Tutti i giorni é lei che si occupa di andarla a ritirare all'uscita di scuola e di accompagnarla alle eventuali attività ludico/sportive.” Ed infine, ancora in relazione "..... parla della sua famiglia...

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  • Diritto

    IN DIRITTO

    Nell'Ordinamento italiano, in linea con gli altri sistemi giuridici europei, il legame genitoriale può originare da un procedimento adottivo: il genitore diventa tale in assenza di legame biologico con il minore e a seguito di procedura giurisdizionale che sostituisce al vincolo biologico una attribuzione giuridica della responsabilità genitoriale. L'origine del progetto genitoriale non incide sullo stato giuridico dei figli che è sempre e comunque lo stesso (art. 315 c.c. come modificato dalla legge 10 dicembre 2012 n. 219). Il referente normativo principale, in materia di adozione, è la legge 4 maggio 1983 n. 184 (“diritto del minore ad una famiglia”). La normativa in esame enuclea, in modo tipico e tassativo, i casi ex lege che consentono l'instaurazione giuridica (piuttosto che biologica) del legame genitoriale. In linea di principio, l'adozione è consentita a coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni. Tra i coniugi non deve sussistere e non deve avere avuto luogo negli ultimi tre anni separazione personale neppure di fatto. I coniugi devono essere affettivamente idonei e capaci di educare, istruire e mantenere i minori che intendano adottare (art. 6, legge 184 del 1983). Condizione necessaria perché l'adozione possa essere pronunciata, è che l'età degli adottanti superi di almeno diciotto e di non più di quarantacinque anni l'età dell'adottando. In ogni caso, l'adozione è consentita a favore dei minori dichiarati in stato di adottabilità (art. 7 comma I): sono dichiarati in stato di adottabilità dal tribunale per i minorenni del distretto nel quale si trovano, i minori di cui sia accertata la situazione di abbandono perché privi di assistenza morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti tenuti a provvedervi, purché la mancanza di assistenza non sia dovuta a causa di forza maggiore di carattere transitorio.

    La norma testé citata (art. 7) ha riguardo ai casi “ordinari” di...

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