• Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    1. Con ordinanza dell'8 novembre 2016 il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pesaro disponeva l'archiviazione del procedimento nei confronti di B.F. e S.M. in ordine al delitto di cui all'art. 615 c.p., asseritamente commesso nei confronti di A.B., avvocato, per l'ingresso abusivo nel suo studio legale degli indagati; a seguito di opposizione della persona offesa notiziata della richiesta di archiviazione del pubblico ministero (basata sulla infondatezza della notizia di reato), all'esito dell'udienza camerale, il giudice aveva ritenuto il fatto di particolare tenuità ai sensi e per gli effetti dell'art. 131 - bis c.p..

    2 - Propone ricorso il difensore degli indagati, avv. Polo Filippo Biancofiore, con atto affidato a due motivi.

    2 - 1 - Con il primo motivo deduce l'inosservanza di norme processuali ed in particolare dell'art. 411 - bis c.p.p., in relazione agli artt. 127,409 e 410 c.p.p., per violazione delle norme relative all'esercizio del diritto di difesa. Gli indagati erano stati infatti chiamati a discutere sulla opposizione alla richiesta di archiviazione proposta dal pubblico ministero per l'inidoneità degli elementi a sostenere l'accusa in giudizio, ma si erano poi trovati ad essere destinatari di un provvedimento di archiviazione per un diverso motivo, che, al contrario, presuppone la commissione del fatto. I ricorrenti evidenziano la palese violazione del diritto di difesa, poichè nel caso di archiviazione disposta ex art. 411 - bis c.p.p., l'indagato ha diritto ad interloquire e ad opporsi, al fine di richiedere l'archiviazione per una casa più favorevole, mentre nel caso di specie gli indagati hanno potuto svolgere il contraddittorio solo rispetto alla carenza di elementi oggettivi e soggettivi per l'esercizio dell'azione penale; nonchè la carenza di iniziativa del pubblico ministero, poichè la speciale ipotesi di archiviazione ex art. 131 - bis c.p.,...

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  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    1. In via preliminare va ricordato che nel rito camerale "non partecipato" ex art. 611 c.p.p., non rileva la dichiarazione di astensione del difensore, poichè tale procedimento assicura il contradditorio cartolare tra le parti poste su un piano di parità attraverso la possibilità di presentare memorie e memorie di replica.

    2. Nel merito, il primo motivo di ricorso è fondato, con conseguente assorbimento delle residue censure.

    2.1 Il pubblico ministero aveva richiesto l'archiviazione del procedimento instaurato nei confronti di B.F. e S.M. escludendo nel caso di specie la configurabilità del delitto iscritto; di tale richiesta si dava avviso alla persona offesa, che presentava rituale atto di opposizione.

    Il Giudice fissava l'udienza in camera di consiglio per la discussione sulla richiesta del pubblico ministero e sull'opposizione formulata dalla persona offesa, secondo la procedura prevista dagli artt. 408,409 e 410 c.p.p.; all'esito dell'udienza, però, il giudice disattendeva la richiesta del pubblico ministero, ritenendo che sussistessero, allo stato, gli elementi oggettivi e soggettivi del delitto di violazione di domicilio commessa da un pubblico ufficiale, ma concludeva per l'archiviazione del procedimento ai sensi dell'art. 131 - bis c.p., trattandosi di un fatto di particolare tenuità.

    2.2 Come già affermato da questa Sezione (Sez. 5, n. 36857 del 07/07/2016, Ruggiero, Rv. 268323), una tale decisione è però errata, ed il provvedimento è nullo, perchè si è violata la specifica disposizione contenuta nel comma 1-bis del citato art. 411 c.p.p., in cui si richiede che, l'eventuale provvedimento di archiviazione ai sensi dell'art. 131 - bis c.p., sia preceduto da apposita richiesta in tal senso del pubblico ministero, richiesta che deve essere portata a conoscenza delle parti (sia dell'indagato sia della persona offesa, anche se quest'ultima non ne ha...

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