Estremi:
Cassazione civile, 2017,
  • Fatto

    FATTI DI CAUSA

    Gleismac Italiana s.p.a. (in prosieguo Gleismac, cessionaria del ramo di azienda dell'appaltatrice GO.GE.MAR. Infrastrutture s.p.a.) conveniva in giudizio Ferrovie dello Stato s.p.a. (poi Rete Ferroviaria Italiana s.p.a., in prosieguo R.F.I.) deducendo - per quel che qui ancora rileva - che, a causa della ritardata picchettazione delle aree da parte della stazione appaltante per l'esecuzione dei lavori di consolidamento di una frana sulla linea ferroviaria Potenza - Metaponto, si era verificato il ritardo nella consegna dei lavori da parte di Ferrovie dello Stato sicchè essa appaltatrice aveva sopportato maggiori oneri dovuti al costo del materiale ferroso deteriorato e all'indebita protrazione dei lavori, nonchè al ritardato collaudo degli i lavori appaltati; chiedeva pertanto la condanna della committente al risarcimento dei danni. Costituitasi Ferrovie dello Stato, il Tribunale di Bari, ritenuta sussistente la tardiva consegna dei lavori, accoglieva parzialmente la domanda con riferimento al deterioramento del materiale ferroso, stante la riserva tempestivamente formulata; accoglieva altresì la richiesta risarcitoria per il ritardato collaudo, ritenuto imputabile alla committente.

    Interposto appello da R.F.I., la Corte di appello di Bari accoglieva il gravame rigettando integralmente la domanda risarcitoria. Motivava la Corte di merito che, quanto ai maggiori oneri per il deterioramento del materiale ferroso, non sussisteva la responsabilità di R.F.I. poichè l'appaltatrice aveva omesso di esercitare la previa facoltà di recesso ai sensi del D.P.R. 16 luglio 1962, n. 1063, sicchè nessuna pretesa risarcitoria poteva essere azionata con riferimento ai danni per il deterioramento del materiale ferroso e per il maggior onere sostenuto per l'approvvigionamento di nuovo materiale, conseguiti alla ritardata consegna dei lavori, indipendentemente dalla tempestività della relativa riserva; quanto al ritardato collaudo, questo...

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  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    Con il primo motivo di ricorso si deduce violazione e falsa applicazione del D.P.R. 16 luglio 1962, n. 1063, art. 10, essendo invece applicabile, come sostenuto da Gleismac, l'art. 19 delle "Condizioni Generali di Contratto per gli appalti di opere, lavori e forniture in opera dell'Ente Ferrovie dello Stato" richiamate dal contratto di appalto del 28 marzo 1995 e prevalenti sulle altre norme.

    Con il secondo motivo si deduce "Violazione e/o falsa applicazione degli artt. 1362 e 1363 c.c., con riferimento all'interpretazione delle disposizioni del contratto di appalto 28.03.1995 nella loro relazione con le "Condizioni Generali di Contratto per gli appalti di opere, lavori e forniture in opera dell'Ente Ferrovie dello Stato" (del C.d.A. n. 589 del 27.10.1987), come ivi richiamate sub art. 2 lett. a) del contratto - Violazione dell'art. 132 c.p.c., n. 4, per difetto di motivazione sul punto - art. 360 c.p.c., n. 3": sostiene Gleismac che la Corte di appello avrebbe ignorato le disposizioni delle citate condizioni generali, recanti previsioni incompatibili con quelle del capitolato generale di cui al D.P.R. n. 1063 del 1962.

    Con il terzo motivo si deduce l'omesso esame del fatto decisivo concernente la consegna dei lavori in data 1 dicembre 1995 e il difetto assoluto di motivazione in ordine alla qualificazione della picchettazione o delimitazione delle aree già consegnate all'impresa appaltatrice quale consegna dei lavori: secondo Gleismac la Corte di appello avrebbe ignorato il fatto storico dell'avvenuta consegna dei lavori entro l'anno dalla conclusione del contratto di appalto, ai fini dell'applicazione del citato art. 19 delle condizioni generali di contratto e della conseguente mancata maturazione del diritto dell'impresa appaltatrice; la Corte di appello avrebbe inoltre confuso, sovrapponendoli, i due distinti eventi della consegna dei lavori e della successiva picchettazione delle aree...

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