Estremi:
Cassazione civile, 2017,
  • Fatto

    FATTI DI CAUSA

    1. Con sentenza del 8 settembre - 27 ottobre 2010 il Tribunale di Napoli decideva quattro giudizi tra varie parti che erano stati riuniti (nn. 4753/2006, 11070/2007, 35168/2008 e 39438/2008 R.G.), derivati da una esecuzione cominciata nel 1996 su un immobile consistente in un appartamento ipotecato di proprietà dei coniugi B.R. e F.P., la quale aveva coinvolto anche un ulteriore appartamento seminterrato, per cui erano sorte opposizioni riguardanti la sua comprensione nel decreto di trasferimento (con domande anche di dichiarazione di intervenuta usucapione e di condanna al risarcimento dei danni nei confronti del Ministero della Giustizia per responsabilità del Giudice dell'esecuzione e dei suoi ausiliari, cioè l'esperto per la stima dell'immobile e il notaio che aveva effettuato la vendita) è" altresì contestazioni sul progetto di distribuzione del ricavato (sul contenuto della decisione del Tribunale si rimanda alla dettagliata motivazione della sentenza impugnata, pagine 15-18).

    Avendo proposto appello B.R. e C.V. - quest'ultimo intervenuto in primo grado all'udienza di precisazione delle conclusioni per far valere la sua pretesa proprietà dell'immobile per averlo acquistato dalla figlia dei coniugi, F.I., con una scrittura privata del 15 ottobre 1987), tra le controparti si sono costituite resistendo soltanto Zeus Finance Srl (alla quale, attraverso vari passaggi, era pervenuta la titolarità del credito per cui è stata eseguita l'espropriazione immobiliare) e D.T.L. (aggiudicataria dell'immobile); la Corte d'appello di Napoli, con sentenza del 19 maggio-10 giugno 2015, ha rigettato l'appello.

    2. Ha presentato ricorso B.R. sulla base di quattro motivi.

    Si difende con controricorso Zeus Finance Srl; si difende con ulteriore controricorso D.T.L., che ha altresì depositato memoria ex art. 378...

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  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    3. Deve anzitutto premettersi che la costituzione di nuovo difensore della Zeus Finance Srl in sostituzione del precedente con memoria di costituzione del 14 giugno 2007 non è valida, in quanto non è sufficiente la procura autenticata dal difensore presente nell'atto, occorrendo invece procura notarile in quanto il processo è stato instaurato anteriormente alla riforma di cui alla L. n. 69 del 2009, onde è applicabile ratione temporis l'art. 83 c.p.c., comma 3, nel dettato in cui non include la memoria di nomina del nuovo difensore tra gli atti su cui può essere apposta in calce o a margine procura speciale.

    3.1 Il primo motivo del ricorso denuncia, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, nullità della sentenza e del procedimento e violazione dell'art. 331 c.p.c., in combinato disposto con l'art. 102 c.p.c., adducendo che la Corte d'appello di Napoli avrebbe dovuto disporre l'integrazione del contraddittorio "nei confronti di tutti i soggetti sopra elencati" che facevano parte del giudizio di primo grado, "come elencati in sentenza e come risultanti dai fascicoli che inopinatamente la Corte d'appello non ha ritenuto di richiamare e di esaminare per la sua decisione".

    La doglianza è inammissibile per duplice ragione: in primo luogo, è conformata in modo del tutto generico, non indicando specificamente quali sarebbero i soggetti rispetto ai quali la corte territoriale avrebbe dovuto ordinare l'integrazione del contraddittorio e per quali motivi; in secondo luogo, non apporta alcuna confutazione a quanto la stessa corte ha osservato al riguardo, in modo d'altronde adeguatamente analitico (motivazione, pagine 29-30).

    3.2 Il secondo motivo, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 2, lamenta la violazione "delle norme sulla competenza".

    Il Tribunale, "eccepita la impossibilità da parte del Magistrato" di esaminare il giudizio per la sua "ipotizzata responsabilità" nell'ordinare la vendita...

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