Estremi:
Cassazione civile, 2017,
  • Fatto

    FATTI DI CAUSA

    Con sentenza depositata in data 11 ottobre 2006, il Tribunale di Catanzaro rigettò la domanda proposta nel 1997, nei confronti di Ina Assitalia - Le Assicurazioni d'Italia S.p.a., nella qualità di impresa designata dal Fondo di Garanzia Vittime della Strada, e di F.M., volta ad ottenere la condanna dei convenuti al risarcimento dei danni subiti da C.F. e P.G., quest'ultimo all'epoca minorenne e rappresentato dal genitore esercente la potestà parentale, Pa.Ro., in conseguenza di un sinistro verificatosi nel (OMISSIS), nel comune di (OMISSIS), allorchè C.F. e P.G. si trovavano in qualità di terzi trasportati nell'auto di proprietà e condotta da F.M., priva di copertura assicurativa, ritenendo il giudice di primo grado non raggiunta la prova che il veicolo su cui viaggiavano i terzi trasportati fosse privo di copertura assicurativa.

    La Corte di appello di Catanzaro, con sentenza del 13 marzo 2013, dichiarò la contumacia di P.R., in proprio e nella qualità di esercente la potestà genitoriale sui figli minori F.S., F.A. e Fe.An., tutti quali eredi di F.M., rigettò l'appello principale proposto avverso la sentenza del Tribunale da C.F. e P.G., ormai maggiorenne, per mancato raggiungimento della prova in relazione ai fatti come dedotti dai predetti e, accogliendo parzialmente l'appello incidentale proposto dalla società assicuratrice e in riforma della sentenza gravata, condannò gli appellanti principali al pagamento, in favore di Assitalia Le Assicurazioni d'Italia S.p.a., nella qualità, delle spese del primo grado del giudizio, confermò nel resto la sentenza impugnata e compensò tra le parti, in misura della metà, le spese del secondo grado di giudizio, condannando gli appellanti principali in solido al pagamento della residua metà di dette spese, in favore della predetta società assicuratrice, nella...

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  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    1. Il Collegio ha disposto la redazione della sentenza con motivazione semplificata.

    2. Ricorso principale.

    3. Con il primo motivo si lamenta "Violazione e/o falsa applicazione dell'art. 2054 c.c., comma, in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 3; art. 2967 c.c.".

    I ricorrenti sostengono che la Corte di merito non avrebbe fatto buon governo dell'art. 2054 c.c., comma 1, che pone a carico del conducente del veicolo una responsabilità presunta per i danni arrecati a persone estranee alla circolazione. Deducono che, avendo essi adito il Tribunale nella qualità di terzi trasportati, detta Corte avrebbe dovuto accertare se gli attori avessero assolto l'onere di provare il fatto storico o se lo stesso fosse comunque emerso dagli atti del giudizio e se la controparte avesse dimostrato che il conducente vettore avesse posto in essere ogni manovra utile a evitare il sinistro. Asseriscono che la Corte di merito, affermando che "i ricorrenti non hanno dato prova che il sinistro si fosse verificato con le modalità degli appellanti", avrebbe "puntato il dito" non sull'esistenza del fatto ma solo sulle modalità dello stesso, modalità non rilevanti in caso di lesione al terzo trasportato.

    3.1. Il motivo è infondato.

    E' pur vero che, secondo l'orientamento consolidato della giurisprudenza di legittimità, in materia di responsabilità derivante dalla circolazione dei veicoli, l'art. 2054 c.c., esprime, in ciascuno dei commi che lo compongono, principi di carattere generale applicabili a tutti i soggetti che da tale circolazione comunque ricevano danni e, quindi, anche ai trasportati, qualunque sia il titolo del trasporto, di cortesia ovvero contrattuale, oneroso o gratuito, potendo il trasportato, indipendentemente dal titolo del trasporto, invocare i primi due commi dell'art. 2054 c.c., per far valere la responsabilità extracontrattuale del conducente ed il comma terzo per far...

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