• Fatto

    FATTI DI CAUSA

    L'Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, nei confronti della CGR Costruzioni srl in liquidazione (che resiste con controricorso), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale dell'Emilia-Romagna n. 376/05/2016, depositata in data 12/02/2016, con la quale - in controversia concernente l'impugnazione di avviso di accertamento emesso per IRES, IVA ed IRAP dovute dalla società, in relazione all'anno d'imposta 2005, seguito di recupero a tassazione di maggiori ricavi, D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 39, - è stata confermata la decisione di primo grado, che aveva accolto il ricorso della contribuente.

    In particolare, i giudici d'appello, nel respingere il gravame dell'Agenzia delle Entrate, ne hanno rilevato l'inammissibilità, per difetto di motivi specifici, essendo l'atto riproduttivo delle medesime "considerazioni" svolte in sede di controdeduzioni nel giudizio dl primo grado, in difetto di motivo di doglianza su quanto statuito nella decisione impugnata.

    A seguito di deposito di proposta ex art. 380 bis c.p.c., è stata fissata l'adunanza della Corte in camera di consiglio, con rituale comunicazione alle parti; la ricorrente ha depositato memoria.

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  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    1. La ricorrente lamenta, con unico motivo, la nullità della sentenza: ex art. 360 c.p.c., n. 4, per violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, essendo l'atto di appello fondato su specifici motivi e doglianze nei confronti della sentenza di primo grado.

    2. Preliminarmente, non è fondata l'eccezione, sollevata dalla controricorrente, di inammissibilità del gravame per tardività, ex art. 327 c.p.c..

    Vero che, a fronte di una sentenza pubblicata, nell'ambito di un giudizio instaurato successivamente all'entrata in vigore della Novella di cui alla L. n. 69 del 2009, il 12/02/2016 e non notificata, il termine d impugnazione (di sei mesi, oltre sospensione feriale, come ridotta dal D.L. n. 132 del 2014, art. 16, conv. con modifiche dalla L. n. 162 del 2014, cfr. Cass. 27338/2016), scadeva il 12/09/2016, lunedì.

    Risulta, tuttavia, sulla base di quanto dedotto e documentato dalle parti, che l'Agenzia delle Entrate ricorrente ha effettuato una prima notifica, a mezzo PEC, in data 10/09/2016 (entro dunque il termine di legge per impugnare), che, malgrado "ricevuta di avvenuti: consegna", è stata effettuata, a causa di disfunzioni verificatesi sul server (come da documentazione allegata dalla ricorrente), in forma incompleta, in quanto il file allegato, contenente il ricorso per cassazione, era "non leggibile" (come riconosciuto da entrambe le parti); la ricorrente ha quindi effettuato una seconda notifica" sempre a mezzo PEC, il successivo 15/09/2016, questa del tutte regolare e completa.

    Vi è stata dunque una doppia notifica e la prima, tempestiva, deve ritenersi "meramente tentata ma non compiuta, cioè, in definitiva, omessa" (cfr. Cass. S.U. 14916/2016).

    La ricorrente, appreso l'esito negativo della notifica dei ricorso, ad essa non imputabile, in quanto dipendente da disfunzione dei sistema generale di notifica degli atti a mezzo PEC utilizzato dall'Avvocatura...

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