Estremi:
Cassazione civile, 2017,
  • Fatto

    FATTI DI CAUSA

    B.C. propose appello avverso la sentenza del 6 marzo 2014 con la quale il Giudice di pace di Torino, in parziale accoglimento della domanda proposta dal B., aveva condannato Carige Assicurazioni S.p.a. e Paola Palombo, in solido tra loro, al pagamento della somma di Euro 4.482,00, oltre accessori, a titolo di risarcimento dei danni subiti in un incidente verificatosi in data (OMISSIS), ritenendo che la causazione del sinistro in parola andasse ascritta per il 70% al B. e per il 30% alla P..

    La società assicuratrice contestò il gravame del B. e propose, a sua volta, appello incidentale.

    Con sentenza pubblicata in data 7 aprile 2015 il Tribunale di Torino, nella contumacia di P.P., rigettò sia l'appello principale che quello incidentale, integralmente confermando la sentenza impugnata e dichiarò interamente compensate tra le parti costituite le spese di quel grado.

    Avverso la sentenza di secondo grado B.C. ha proposto ricorso per cassazione basato su due motivi e illustrato da memoria.

    Amissima Assicurazioni S.p.a. (già Carige Assicurazioni S.p.a.) ha resistito con controricorso pure illustrato da memoria.

    P.P. non ha svolto attività difensiva in questa sede.

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  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    1. Il Collegio ha disposto la redazione della sentenza con motivazione semplificata.

    2. Va rigettata l'eccezione di inammissibilità del ricorso per avvenuto decorso del termine lungo di cui all'art. 327 c.p.c. proposta dalla controricorrente, secondo cui la sentenza impugnata sarebbe stata depositata in data 3 aprile 2015 e il ricorso sarebbe stato notificato alla P. in data 6 novembre 2015 e ai legali della società assicuratrice a mezzo pec in data 13 novembre 2015, quando ormai era decorso il termine di sei mesi dal deposito della sentenza e di cui all'art. 327 c.p.c..

    Ed invero le Sezioni Unite di questa Corte hanno già avuto modo di affermare il principio, che va ribadito in questa sede, secondo cui il deposito e la pubblicazione della sentenza coincidono e si realizzano nel momento in cui il deposito ufficiale in cancelleria determina l'inserimento della sentenza nell'elenco cronologico, con attribuzione del numero identificativo e conseguente conoscibilità per gli interessati, dovendosi identificare tale momento con quello di venuta ad esistenza della sentenza a tutti gli effetti, inclusa la decorrenza del termine lungo per la sua impugnazione. Qualora, peraltro, tali momenti risultino impropriamente scissi mediante apposizione in calce alla sentenza di due diverse date, ai fini della verifica della tempestività dell'impugnazione, il giudice deve accertare - attraverso istruttoria documentale, ovvero ricorrendo a presunzioni semplici o, infine, alla regola di cui all'art. 2697 c.c., alla stregua della quale spetta all'impugnante provare la tempestività della propria impugnazione - quando la sentenza sia divenuta conoscibile attraverso il deposito ufficiale in cancelleria ed il suo inserimento nell'elenco cronologico con attribuzione del relativo numero identificativo (Cass., sez. un., 22/09/2016, n. 18569).

    L'applicazione del predetto principio comporta, nella specie,...

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