• Fatto

    FATTI DI CAUSA

    L'INPS, quale successore ex lege dell'INPDAP, convenne in giudizio l'INA Assitalia per sentirla condannare al pagamento dell'indennizzo per i danni subiti da un immobile di sua proprietà, a causa di un evento sismico.

    La convenuta resistette alla pretesa eccependo, fra l'altro, la prescrizione del diritto.

    Il Tribunale rigettò la domanda ritenendo che ricorressero le condizioni di cui all'art. 1892 c.c..

    In accoglimento dell'appello incidentale della Generali Italia s.p.a. (già INA Assitalia), la Corte di Appello ha dichiarato prescritto il diritto dell'INPS all'indennità.

    Ricorre per cassazione l'INPS affidandosi a due motivi; resiste l'intimata a mezzo di controricorso contenente ricorso incidentale condizionato basato su due motivi e illustrato da memoria.

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  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    1. Emerge dalla sentenza impugnata che il Tribunale aveva ritenuto che, conferendo al proprio perito l'incarico di compiere accertamenti sul danno, la compagnia assicuratrice avesse rinunciato a far valere la prescrizione nel frattempo maturata e che le successive missive intercorse fra l'assicurato e il perito fossero valse a interrompere il nuovo termine di prescrizione, poi definitivamente interrotto dalla notifica dell'atto di citazione introduttivo del giudizio.

    La Corte ha invece escluso di poter riconoscere efficacia interruttiva della prescrizione alle comunicazioni intercorse fra l'assicurato e il perito, in quanto le missive non erano state indirizzate al debitore, ma ad un mero "mandatario tecnico", e non contenevano un'esplicita richiesta di adempimento: ha pertanto ritenuto che il credito fosse prescritto.

    2. Si evince dalla sentenza di appello che, in data 18.7.2001, l'assicuratrice incaricò il proprio perito P.S. di compiere accertamenti sulla "attuale situazione del danno"; che, con note del 27.2.2002 e del 27.5.2002, l'INPDAP sollecitò il perito a fornire indicazioni sull'esito degli accertamenti e che un ulteriore sollecito venne effettuato nell'autunno, con missiva ricevuta -in questo caso-anche dall'assicurazione (in data 12.11.2002); a ciò era seguita - il 24.7.2003 - la notifica dell'atto di citazione all'Assitalia.

    Per quanto emerge dal ricorso, vi sarebbe stata anche una ulteriore nota del 22.9.2002 inviata sia al perito che alla sede legale dell'Assitalia.

    3. Il primo motivo deduce l'omesso esame di un fatto decisivo e censura la Corte per non avere rilevato che il conferimento dell'incarico al perito aveva comportato la rinuncia da parte dell'assicuratrice a far valere la prescrizione (ex art. 2937 c.c., comma 3) e, altresì, per non aver considerato che le missive del 2002 erano state inviate "sia alla sede legale dell'assicurazione sia...

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