Estremi:
Tribunale Bari, 2017,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con atto di citazione ritualmente notificato dapprima per l'udienza del 29.04.2013 e poi per l'udienza del 28.10.2013, At. An. ve. ha convenuto in giudizio Di Be. An., assumendo che la madre At. Eu. aveva avuto una tormentata relazione sentimentale con il Di Be. (conosciuto tramite un amico comune) dal 1967 fino al 1976. dalla quale era nata lei; che il convenuto, che pure non aveva negato la paternità contribuendo seppur saltuariamente ai suoi bisogni, si era tuttavia rifiutato di riconoscerla e nel 1984 aveva contratto matrimonio con altra donna da cui erano nati 3 figli;, e successivamente a tali eventi non aveva comunque del tutto interrotto la frequentazione con l'attrice sia pur se in maniera saltuaria e clandestina, seguendola anche durante il percorso universitario e postuniversitario avendo lei intrapreso la medesima carriera forense, il tutto fino al 2005 quando i rapporti si erano definitivamente interrotti.. Tutto ciò premesso ha chiesto che questo Tribunale, condotti i dovuti accertamenti, accogliesse la domanda di dichiarazione giudiziale di paternità, dichiarando che Di Be. An. è suo padre biologico ed ordinando all'Ufficiale dello Stato Civile di effettuare le prescritte annotazioni sull'atto di nascita con l'aggiunta del cognome Di Be. al suo cognome At., ormai per lei divenuto segno distintivo della sua identità; condannarsi il convenuto al risarcimento in suo favore del danno non patrimoniale per l'ingiusta privazione della figura patema, da liquidarsi equitativamente in € 250.000,00 o nella differente somma ritenuta di giustizia. Il tutto con vittoria delle spese di giudizio.

    Con comparsa depositata il 01.08.2013 ed integrata l'8.10.2013 si è costituito in giudizio Di Be. An., contestando tutto quanto ex adverso dedotto ed in particolare di aver avuto rapporti intimi con la madre dell'attrice con cui aveva solo condiviso per un periodo la frequentazione della stessa comitiva di amici mentre con...

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    In via assolutamente preliminare di rito, si rileva che successivamente alla discussione orale la difesa dell'attrice in data 7.04.2017 ha depositato telematicamente una nota rappresentando la notizia dell'avvenuto decesso del Di Be. in data 4.04.2017, e tuttavia ad avviso del Tribunale detto evento non è suscettibile di produrre alcun effetto interruttivo del giudizio a norma dell'art. 300 u.c. c.p.c.

    Sempre in via preliminare, pur rilevandosi l'omessa trasmissione degli atti al Pubblico Ministero per le conclusioni, il Collegio ritiene che tale questione possa essere superata in virtù dell'insegnamento ormai consolidato della giurisprudenza di legittimità secondo il quale al fine dell'osservanza delle norme che prevedono, nei procedimenti civili in genere, l'intervento obbligatorio del Pubblico Ministero a pena di nullità, non è necessaria la presenza di un rappresentante di tale Ufficio nelle udienze, nè la formulazione delle conclusioni, essendo sufficiente che il Pubblico Ministero, mediante l'invio degli atti, sia informato del giudizio e posto in condizione di sviluppare l'attività ritenuta opportuna (vedasi sul punto Cass. Civ. n. 22567/2013; conformi Cass. Civ. n. 25722/2008; Cass. Civ, n, 10894/2005; Cass. Civ. n. 2576/2003; Cass. Civ. n. 2381/2000). Orbene nel caso de quo, risulta ex actis la notificazione dell'ordinanza istruttoria del 26.05.2014 14 al Pubblico Ministero ai sensi dell'art. 71 c.p.c., configurando così la perfetta conoscenza da parte di detto Ufficio degli atti del giudizio presente.

    Inoltre, il Collegio, anche ai sensi dell'art. 178 c.p.c. condivide e fa proprie - così superando le contestazioni mosse sul punto dalla difesa del convenuto - le ordinanze riservate del G.I. del 26.05.2014, 13.05.2015 e 17.11.2015, in ordine alla conduzione dell'istruttoria ed in particolar modo alla ammissione della C.T.U. di comparazione ematico-genetica con la prof.ssa Guanti,...

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