• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    La Lario Impianti s.r.l. propose opposizione avverso il decreto ingiuntivo con il quale il Tribunale di Lecco le aveva ingiunto il pagamento, in favore di R.G., della somma di Euro 11.666,69, oltre interessi e spese di procedimento a titolo di canoni insoluti relativi al contratto di locazione intercorso tra le parti, avente ad oggetto un capannone industriale sito in (OMISSIS).

    L'opponente dedusse che in base alle pattuizioni contrattuali l'immobile doveva "essere adibito dalla conduttrice ad uso artigianale-commerciale per la produzione, assemblaggio, stoccaggio di impianti per il sollevamento a terra ed in acqua di natanti in genere, nonchè commercializzazione e assistenza tecnica dei prodotti stessi"; che, avendo la necessità di effettuare all'interno dell'immobile alcuni interventi per renderlo confacente alle proprie esigenze commerciali, presentò al Comune di Garlate apposita richiesta; che il Comune non assentì all'intervento, in quanto in contrasto con le previsioni del P.R.G., posto che l'immobile risultava essere inserito all'interno di una zona ad esclusiva destinazione residenziale; che tale circostanza, sconosciuta prima di allora alla società conduttrice, integrava gli estremi dell'errore (o del dolo) idonei ad annullare il contratto di locazione; che, in via subordinata, era ravvisabile l'inadempimento di parte locatrice per l'inidoneità dell'immobile all'uso contrattuale; che aveva subito ingenti danni, riguardanti le spese sostenute per l'impianto dell'attività, rese vane dall'inutilizzabilità dell'immobile.

    Nel giudizio si costituì il R., chiedendo la condanna dell'opponente all'adempimento del contratto con il pagamento dei canoni insoluti.

    Il Tribunale di Lecco, con sentenza del 6 marzo 2013, revocò il decreto ingiuntivo oggetto di opposizione; condannò la parte opponente al pagamento in favore del R. dei canoni insoluti, da marzo ad agosto...

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1.1. Occorre anzitutto esaminare l'eccezione di tardività del ricorso formulata dal controricorrente.

    L'eventuale fondatezza della stessa, infatti, comporterebbe l'avvenuto passaggio in giudicato della sentenza impugnata e la questione del giudicato va esaminata per prima, in quanto investe l'esistenza stessa del potere decisorio (cfr. Sez. U, Sentenza n. 15612 del 10/07/2006, Rv. 590180; Sez. 2, Ordinanza n. 15362 del 10/06/2008, Rv. 603865).

    Il R. deduce che la sentenza d'appello è stata notificata alla Lario Impianti s.r.l. presso la cancelleria della Corte d'appello di Milano in data 11 giugno 2015 e che, pertanto, il termine per proporre ricorso per cassazione sarebbe scaduto il successivo 10 settembre, laddove il ricorso è stato effettivamente notificato in data 22 ottobre 2015. La notificazione presso la cancelleria si giustificherebbe in considerazione dell'omessa elezione, da parte della Lario Impianti s.r.l., di domicilio in (OMISSIS).

    La società ricorrente sostiene, invece, che la controparte non avrebbe potuto notificare la sentenza presso la cancelleria della corte d'appello, avendo l'onere di procedere alla notificazione presso l'indirizzo di posta elettronica certificata risultante in atti.

    Il R. replica che, nell'atto di appello della Lario Impianti s.r.l., l'indirizzo di posta elettronica certificata del difensore era indicato solamente quale recapito per le comunicazioni di cancelleria ("...quali recapiti cui la Cancelleria potrà effettuare tutte le comunicazioni previste dalla Legge") e che questa espressa puntualizzazione escludeva la possibilità di utilizzare il recapito elettronico anche per le notificazioni a cura di parte.

    1.2. L'eccezione è infondata.

    Infatti, la notificazione della sentenza impugnata alla Lario Impianti s.r.l. presso la cancelleria della corte d'appello è nulla e, di conseguenza,...

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