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Consiglio di Stato, 2017,
  • Fatto

    FATTO e DIRITTO

    1. Il ricorrente, caporale dell'Esercito Italiano in ferma prefissata quadriennale, ha impugnato avanti il T.a.r. Lazio, Sede di Roma, con ricorso allibrato al n.r.g. 2013/8359, il provvedimento prot. n. 1764820119 del Dipartimento Militare di Medicina Legale in data 29 maggio 2013 con cui è stato riformato in quanto giudicato permanentemente non idoneo al servizio militare in base all'art. 2, comma c) ed all'art. 7, comma a), del decreto del Direttore generale della sanità militare 5 dicembre 2005 (recante le "direttive tecniche per l'applicazione dell'elenco delle imperfezioni che sono causa di non idoneità al servizio militare"), pure impugnati, "per quanto occorrer possa", "nell'interpretazione che ne è stata data da parte dell'Amministrazione".

    2. Con successivo ricorso allibrato al n.r.g. 2013/8870 il ricorrente ha poi impugnato il provvedimento del Comando Logistico dell'Esercito - Dipartimento di Sanità prot. n. 744 del 2 agosto 2013, che ha confermato il giudizio di permanente non idoneità al servizio militare incondizionato per perdita permanente dei requisiti previsti all'atto del reclutamento, ai sensi dell'art. 582, lett. b), n. 3 e lett. g), del d.p.r. 90/2010 e dell'art. 2, comma c), del d.d. 5 dicembre 2005, contestualmente impugnati "per quanto occorrer possa".

    3. I provvedimenti de quibus si fondano sugli esiti della pregressa asportazione chirurgica della tiroide per carcinoma papillare subita dal ricorrente in data 8 ottobre 2012: l'Amministrazione, considerata la natura di tumore maligno della patologia in questione, come tale sussumibile nel disposto dell'art. 582, lett. g) del d.p.r. 90/2010, ha ritenuto che - in disparte la circostanza che "la neoplasia è tuttora in follow-up con necessità di controlli periodici e, quindi, non può ritenersi...

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