• Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    1. La Corte di Appello di Milano, pronunciando nei confronti dell'odierno ricorrente L.R.A., con sentenza del 29.6.2016, confermava la sentenza del GIP del Tribunale di Milano, emessa in data 24.7.2015, appellata dall'imputato, con condanna al pagamento delle spese del grado.

    Il GIP del Tribunale di Milano, all'esito di giudizio abbreviato, aveva dichiarato L.R.A. responsabile dei seguenti reati:

    A) del delitto p. e p. dall'art. 589 c.p., commi 1, 2 e 4 poichè cagionava, per colpa, la morte di più persone e cioè dei pedoni N.S.N.M., di anni 29, donna in stato di gravidanza, e E.G.G.O.R., di anni 5, avvenuta in seguito alle lesioni riportate nell'investimento da parte dell'autovettura Citroen C3 Picasso targata (OMISSIS) da lui condotta; fatto accaduto per colpa consistita in negligenza, imprudenza, imperizia e nell'inosservanza delle norme sulla disciplina della circolazione stradale, con particolare riferimento alle circostanze: - di non avere, avuto riguardo alle caratteristiche ed alle condizioni della strada e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, regolato la velocità del veicolo in modo da evitare ogni pericolo per la sicurezza delle persone e di non avere, più in particolare, regolato la velocità in maniera idonea, in considerazione dell'ora notturna e della insufficiente visibilità dovuta alle condizioni atmosferiche, in violazione dell'art. 141 C.d.S., commi 1 e 3; ò di avere circolato ad una velocità superiore ai 100 Km/h in una strada nella quale il limite imposto dall'autorità competente è di 50 Km/h, in violazione dell'art. 142 C.d.S., comma 9.

    Avendo di conseguenza cagionato l'evento secondo la seguente dinamica: l'autovettura Citroen C3 Picasso targata (OMISSIS), da lui condotta, percorreva, lungo il margine sinistro della carreggiata, il viale (OMISSIS) della città di (OMISSIS) (strada a doppio senso di...

  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    1. I motivi sopra illustrati sono fondati quanto all'affermazione di responsabilità per il reato di aborto colposo sub B) ed in ordine alla dedotta contraddittorietà della motivazione in punto di diniego delle circostanze attenuanti generiche, mentre sono infondati per il resto.

    2. Ad avviso del Collegio si palesano infondate le doglianze relative all'affermazione di responsabilità per il delitto di omicidio colposo plurimo di cui al capo A).

    Ed invero, sul punto entrambe le sentenze di merito -che trattandosi di doppia conforme affermazione di responsabilità vanno lette come un tutt'uno - offrono una motivazione logica e congrua con la quale i motivi di ricorso, che costituiscono una riproposizione tout court di quelli di appello, non si confrontano.

    Si tratta di motivi che, ancorchè rubricati come vizi motivazionali, richiedono in concreto una rivalutazione del fatto, evidentemente non consentita in questa sede.

    Sul punto va ricordato, infatti, che il controllo del giudice di legittimità sui vizi della motivazione attiene alla coerenza strutturale della decisione di cui si saggia la oggettiva tenuta sotto il profilo logico argomentativo, restando preclusa la rilettura degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione e l'autonoma adozione di nuovi e diversi parametri di ricostruzione e valutazione dei fatti (tra le varie, cfr. vedasi Sez. 3, n. 12110 del 19/3/2009 n. 12110 e n. 23528 del 6.6.2006).

    Ancora, la giurisprudenza ha affermato che l'illogicità della motivazione per essere apprezzabile come vizio denunciabile, deve essere evidente, cioè di spessore tale da risultare percepibile ictu oculi, dovendo il sindacato di legittimità al riguardo essere limitato a rilievi di macroscopica evidenza, restando ininfluenti le minime incongruenze e considerandosi disattese le deduzioni difensive che, anche se non espressamente confutate, siano logicamente...

Correlazioni:

Note a sentenza (1)

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