• Fatto

    FATTI DI CAUSA

    1) Il decreto ingiuntivo n. 177/04, emesso dal tribunale di Brescia su istanza dell'avv. S.D.L., è stato opposto da P.G. in primo luogo per difetto di procura in capo al legale che lo aveva sottoscritto, diverso da quello che aveva firmato il mandato.

    In secondo luogo per inadempimento contrattuale del creditore.

    L'ingiunzione di circa 3.700 Euro è stata confermata dal tribunale.

    Nel febbraio 2007 il debitore ingiunto ha proposto appello, che è stato accolto nel dicembre 2011 dalla Corte del distretto di Brescia.

    La sentenza oggi impugnata ha rilevato che nel ricorso per ingiunzione il mandato risultava conferito a un professionista diverso da quello che aveva autenticato la sottoscrizione del mandante e che aveva svolto l'attività defensionale, il cui espletamento non valeva a sanare il difetto di "rappresentanza processuale".

    Ha pertanto dichiarato la nullità della sentenza del tribunale, del giudizio di opposizione e del decreto ingiuntivo.

    Il soccombente ha proposto ricorso affidato a due motivi e illustrato da memoria di cui all'art. 378 c.p.c..

    L'intimato P. ha resistito con controricorso.

    Con ordinanza n. 1081 del 2016, la Prima sezione della Corte di Cassazione ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l'esame in Sezioni Unite di due questioni:

    - la improcedibilità del ricorso relativo a sentenza notificata di cui il ricorrente non abbia prodotto la relata di notifica, relata tuttavia prodotta dal controricorrente.

    Su questo tema ha sollecitato rimeditazione dell'orientamento affermato nel 2009.

    - La validità o meno della procura che indica il nome di un difensore nel mandato a margine di un atto, ma nella epigrafe contiene il nome di altro difensore, il quale ha autenticato il mandato e firmato l'atto.

    In proposito ha...

  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    2) La sentenza della Corte di appello, depositata il 19 dicembre 2011, è stata impugnata con ricorso del 19 marzo 2012, il quale in premessa riferisce che la sentenza sarebbe stata "ex adverso notificata" in data 30 gennaio 2012.

    Parte ricorrente ha prodotto copia autentica della sentenza impugnata, sprovvista di relazione di notifica.

    La prova della notifica si evince dalla copia prodotta da parte resistente, che reca con sè duplice "relazione di Notifica", in data 30.1.12 all'avv. V., difensore dell'appellato S.D.L., e in data 25.1.2012 a quest'ultimo personalmente.

    3) Secondo gli attuali orientamenti della giurisprudenza di legittimità il ricorso dovrebbe essere dichiarato improcedibile ai sensi dell'art. 369 c.p.c..

    Nel 2009 le Sezioni Unite, a composizione di contrasto giurisprudenziale, hanno infatti stabilito che: "Nell'ipotesi in cui il ricorrente, espressamente od implicitamente, alleghi che la sentenza impugnata gli è stata notificata, limitandosi a produrre una copia autentica della sentenza impugnata senza la relata di notificazione, il ricorso per cassazione dev'essere dichiarato improcedibile, restando possibile evitare la declaratoria di improcedibilità soltanto attraverso la produzione separata di una copia con la relata avvenuta nel rispetto del secondo comma dell'art. 372 c.p.c., applicabile estensivamente, purchè entro il termine di cui all'art. 369 c.p.c., comma 1, e dovendosi, invece, escludere ogni rilievo dell'eventuale non contestazione dell'osservanza del termine breve da parte del controricorrente ovvero del deposito da parte sua di una copia con la relata o della presenza di tale copia nel fascicolo d'ufficio, da cui emerga in ipotesi la tempestività dell'impugnazione". (SU ord. n. 9005 del 16/04/2009).

    La pronuncia ha ribadito quanto già affermato dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 11932 del...

Correlazioni:

Note a sentenza (1)

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