Estremi:
Cassazione civile, 2017,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    La società Futuro s.r.l. propose opposizione dinanzi al Tribunale di Como avverso il decreto ingiuntivo ottenuto dallo stesso Tribunale dalla società Acsm s.p.a. con cui le si intimava il pagamento della somma di Euro 57.014,82, oltre accessori, per forniture d'acqua insolute.

    Il Tribunale accolse l'opposizione, revocò il decreto e condannò la Futuro s.r.l. al pagamento di Euro 15.000,00, con compensazione delle spese.

    La Corte di appello di Milano, sull'appello principale proposto da Futuro s.r.l. e su quello incidentale proposto da Acsm - Agam s.p.a. (già Acsm s.p.a.), in parziale riforma della sentenza impugnata, revocò la condanna della Futuro s.r.l. al pagamento della somma quantificata in prime cure, con condanna della Acsm - Agam s.p.a. alla restituzione della somma di Euro 16.399,00, oltre interessi e refusione delle spese del doppio grado, compensate nella misura di un quinto.

    Per quanto ancora rileva in questa sede, la Corte territoriale ha premesso che è pacifico tra le parti come il consumo d'acqua di cui alle due fatture azionate in via monitoria dalla Acsm s.p.a. fu abnorme rispetto alla normale fruibilità della somministrata, Futuro s.r.l. e che fu originato da occulte dispersioni d'acqua verificatesi nelle tubazioni interrate dell'impianto idrico. Il giudice di appello ha ritenuto - condividendo le motivazioni rese dal giudice di prime cure in proposito (dapprima in sede di reclamo avverso il provvedimento di urgenza e poi con la sentenza impugnata) - che la somministrante fosse inadempiente al dovere di correttezza e buona fede per non aver svolto un sollecito controllo dei consumi e, in ragione dell'accertato inadempimento, ha confermato la riduzione dell'entità del corrispettivo dovuto dalla somministrata alla somministrante già operato dai giudice di prime cure il quale l'aveva limitato al solo importo dovuto per "i consumi relativi all'arco temporale di...

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. Con il primo motivo ("Sulla violazione e falsa applicazione dell'art. 669 octies c.p.c., u.c. e art. 329 c.p.c. con riferimento all'acquiescenza") la ricorrente contesta il capo di motivazione con cui la Corte territoriale ha ritenuto che le parti avessero prestato acquiescenza in ordine alla somma di Euro 15.000,00 quantificata equitativamente dal giudice di prime cure. Secondo la ricorrente nessuna acquiescenza sarebbe stata prestata atteso che una prima somma di Euro 15.000,00 era stata versata da Futuro s.r.l. in data 30 giugno 2006 in adempimento dell'ordinanza del 7 giugno 2006 emessa nel giudizio cautelare promosso dalla stessa Futuro al fine di ottenere il ripristino della fornitura d'acqua (al quale non era seguito il giudizio di merito) e che una seconda somma di Euro 15.000,00 era stata quantificata dal giudice dell'opposizione avverso il decreto monitorio come ancora dovuta, oltre interessi legali. In particolare, la ricorrente lamenta che la Corte territoriale avrebbe violato il disposto dell'art. 669 octies c.p.c. facendo ricorso alla regola della acquiescenza in relazione all'autorità di giudicato di un provvedimento cautelare emesso in un diverso processo; avrebbe altresì violato il dettato dell'art. 329 c.p.c. tenuto conto che nessuna acquiescenza sarebbe stata prestata da ACSM AGAM la quale, in entrambi i gradi di giudizio, ha insistito affinchè fosse accolta la sua domanda di integrale pagamento della fornitura effettuata.

    1.1. Il motivo non è fondato in quanto non sussistono le dedotte violazioni degli art. 669 octies c.p.c., u.c. e art. 329 c.p.c. con riferimento alla regola dell'acquiescenza.

    Le doglianze della ricorrente non colgono nel segno quando insistono nel ribadire di non aver mai prestato acquiescenza alla liquidazione dell'importo di Euro 15.000,00 e di aver sempre richiesto il pagamento integrale delle fatture poste a fondamento dell'originario...

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