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Comm. trib. prov.le Catania, 2016, Vedi massime correlate
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con ricorso consegnato alla Direzione Provinciale di Catania il 24.9.2015 e depositato nella Segreteria di questa Commissione il 22.10.2015, la (omissis) con l’assistenza tecnica dei Dr.ri (omissis) ha tempestivamente impugnato il sopraemarginato avviso di accertamento I.R.E.S. – I.R.A.P. notificatole il 26.6.2015, con il quale venivano rettificati il reddito d’impresa e la base imponibile I.R.A.P. dichiarati nell’anno d’imposta 2010, con liquidazione delle maggiori imposte dovute, rispettivamente in complessivi euro 43.737,00 ed in euro 1.257,00, ed irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie uniche rispettivamente di euro 44.994,00 per le violazioni delle norme in materia di imposte dirette ed euro 120.471,50 per le violazioni delle norme in materia di I.V.A.

    Con ordinanza n. 7488/2016 del 15.7.2016 è stata accolta la domanda di sospensione dell’esecuzione dell’atto impugnato proposta in seno al ricorso ed è stata fissata per il 7.10.2016 la trattazione del merito della controversia.

    In data 19.8.2016 si è costituito in giudizio l’Ufficio, con controdeduzioni in cui ha chiesto il rigetto del ricorso e la condanna della società contribuente alle spese del giudizio.

    Alla pubblica udienza tenutasi nella data come sopra fissata, dopo l’intervento dei rappresentanti delle parti, la causa è stata posta in decisione.

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1) L’avviso di accertamento impugnato muove da un Processo Verbale di Constatazione redatto in data 14.6.2013 dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Catania della Guardia di Finanza, che hanno sottoposto a verifica fiscale la “(omissis)” per l’anno 2011 ai fini I.V.A., I.R.E.S. e I.R.A.P. e per gli anni 2008, 2009, 2010 e 2012 ai fini I.R.E.S., I.R.A.P. e I.V.A.

    Con riferimento all’anno (2010), i verificatori hanno rilevato:

    - ai fini I.R.E.S. la indeducibilità, per difetto di inerenza, della somma di euro 159.043,22 addebitati alla società dai soci consorziati “(omissis)” a mezzo della fattura n. 207 del 24.10.2012 (forse si tratta di un refuso, perché l’anno dovrebbe essere il 2010) comprendente euro 25.299,05 per “interessi passivi su anticipi e commissioni bancarie” e “(omissis)” a mezzo delle fatture n. (omissis) del 31.12.2010 comprendente euro 71.718,87 per “interessi passivi su anticipi” e n. (omissis) del 28.10.2010 comprendente euro 62.025,30 per “interessi passivi su anticipi”;

    - ai fini I.R.A.P. la indeducibilità, ex art. 5 del D.Lgs. n. 446/1997, della predetta somma di euro 25.299,05 portata dalla fattura “(omissis)” n. 207 del 24.10.2012 (o 2010), in quanto gli “oneri finanziari”, da allocare nell’area C9 del conto economico, non possono concorrere alla determinazione della base imponibile di questo tributo;

    - e ai fini dell’irrogazione delle sanzioni per violazioni in materia di I.V.A., la insussistenza dei presupposti di esclusione dal computo della base imponibile (art. 15 D.P.R. n. 633/1972) degli importi di euro 475.888,25, di cui alla fattura (omissis) n. 273 del 28.10.2010, e di euro 126.469,25 di cui alla successiva fattura emessa sempre dalla “(omissis)” nello stesso giorno, i quali avrebbero dovuto, invece, essere assoggettati ad I.V.A. con l’aliquota del 20%.

    Questi...

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