Estremi:
Cassazione civile, 2017,
  • Fatto

    FATTO E DIRITTO

    M.P. convenne in giudizio innanzi al Giudice di Pace di Termoli D.P.C. e Fondiaria Sai Assicurazioni s.p.a. chiedendo il risarcimento per il danno cagionato da sinistro stradale, in particolare alla propria autovettura condotta nelle circostanze da M.N.. Il giudice adito rigettò la domanda. Avverso detta sentenza propose appello il M.. Con sentenza di data 29 gennaio 2015 il Tribunale di Larino rigettò l'appello. Osservò il Tribunale che dal verbale della polizia stradale, dalle dichiarazioni rese dai conducenti dei veicoli incidentati e dal CID sottoscritto da M.N. si evinceva che il sinistro si era verificato per responsabilità esclusiva della stessa M.N., la quale aveva omesso di arrestare la marcia al segnale di stop e di dare la precedenza al veicolo condotto dal D.P., che percorreva la strada sulla quale si stava immettendo la M.. Aggiunse che tale ricostruzione della dinamica del sinistro era compatibile anche con i danni riportati dai veicoli incidentati e che l'asserito superamento dei limiti di velocità da parte del D.P. era rimasto indimostrato.

    Ha proposto ricorso per cassazione sulla base di un unico articolato motivo M.P.. E' stato fissato il ricorso in camera di consiglio ai sensi dell'art. 375 c.p.c., comma 2.

    Con l'unico motivo di ricorso si denuncia violazione dell'art. 2054 cod. civ., ai sensi dell'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3. Osserva il ricorrente che, anche laddove emerga in corso di causa la responsabilità di uno dei conducenti nella causazione del sinistro, in mancanza della prova liberatoria da parte del conducente convenuto opera la presunzione di pari responsabilità e che la parte che agisce in giudizio non ha l'onere di provare la colpa del convenuto nella causazione del sinistro, essendo questa presunta, laddove invece il giudice di appello aveva riversato sull'attore l'onere di provare la illiceità della...

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