• Fatto

    FATTI DI CAUSA

    M.G. riportò lesioni personali a seguito di un sinistro stradale in cui erano rimasti coinvolti il ciclomotore sul quale era trasportato, di proprietà di P.F. e condotto da P.D., e l'autovettura condotta dal proprietario S.C.; agì pertanto per il risarcimento dei danni convenendo in giudizio i predetti P. e il S. nonchè le rispettive compagnie assicuratrici, Assicuratrice Levante Norditalia s.p.a. (poi Carige Ass.ni) e Sara Assicurazioni.

    Il giudice di prime cure rigettò la domanda, con sentenza che è stata confermata dalla Corte di Appello di Lecce, Sez. Dist. di Taranto sul rilievo che la presenza "irregolare" del M. sul ciclomotore aveva inciso in modo determinante sul sinistro, sì da assorbire ogni altra responsabilità ex art. 1227 c.c., comma 2.

    Ricorre per cassazione il M., affidandosi a due motivi; resiste la sola Sara Assicurazioni a mezzo di controricorso.

  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    1. Con il primo motivo ("erronea applicazione dell'art. 170 C.d.S., comma 2", "violazione e falsa applicazione dell'art. 1372 c.c., nonchè erronea applicazione dell'art. 1227 c.c., comma 2", e "violazione e falsa applicazione degli artt. 2054 e 2055 c.c.... anche con riguardo alle prescrizioni di cui all'art. 2697 c.c."), il ricorrente deduce che:

    - la circostanza che il trasporto di un passeggero sul ciclomotore sia vietato non comporta l'opponibilità al terzo trasportato delle condizioni di polizza che escludono la copertura assicurativa;

    - l'infrazione del divieto di trasportare un passeggero sul ciclomotore non può dar luogo a responsabilità civile, esclusiva o concorrente, del trasportato "nel caso in cui nel suo processo causativo l'infrazione medesima non trovi utile inserimento";

    - non risulta fornito alcun elemento atto a giustificare l'applicazione dell'art. 1227 c.c., comma 2;

    - al terzo trasportato giova la presunzione di cui all'art. 2054 c.c., comma 2, nei confronti di entrambi i conducenti dei veicoli coinvolti, con consequenziale applicazione della solidarietà prevista dall'art. 2055 c.c..

    2. Il secondo motivo prospetta "insufficiente e (per certi versi) contraddittoria motivazione in merito alla ricostruzione del fatto e all'assolvimento dell'onere probatorio a carico dell'attore, nonchè "omessa motivazione circa l'asserita non considerata attendibilità degli apporti probatori forniti dall'escussione testimoniale".

    3. Rilevata l'inammissibilità del secondo motivo (che prospetta un vizio motivazionale ai sensi del vecchio testo dell'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, non più applicabile ratione temporis), ritiene il Collegio che il primo motivo meriti accoglimento sulla base delle seguenti considerazioni:

    - in tema di responsabilità civile, il danneggiato a seguito di un incidente stradale in cui...

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