• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con ricorso al Tribunale di Roma in data 16.11.2010 A.T., già dipendente di RFI - RETE FERROVIARIA ITALIANA spa (in prosieguo, per brevità: RFI spa) con qualifica ultima di quadro di 9^ categoria e profilo di Ispettore Capo aggiunto, impugnava il licenziamento disciplinare intimatogli in data 15 giugno 2010 per violazione dei doveri di controllo connessi alla funzione di direttore dei lavori relativamente alle opere appaltate alla società LIMA 2013 srl, capogruppo di una A.T.I., sulla linea ROMA - GROSSETO deducendo la carenza di tempestività della contestazione disciplinare e, comunque, la assenza di giusta causa e giustificato motivo.

    Il Giudice del lavoro rigettava la domanda (con sentenza del 30 giugno 2011 nr. 12137/2011). La Corte d'appello di Roma, con sentenza del 10.1.2013-19.2.2014 (nr. 131/2014), rigettava l'appello del lavoratore.

    Osservava che RFI spa era venuta a conoscenza dei fatti contestati all' A. soltanto in data 20 maggio 2010, all'esito della indagine interna disposta a seguito del procedimento penale aperto della Procura della Repubblica di Civitavecchia (RG 1408/09) nei confronti dell' A., di cui RFI aveva avuto notizia in data 12.1.2010, all'atto della perquisizione effettuata presso la postazione di lavoro.

    La conoscenza dei fatti non poteva farsi risalire, come sostenuto dall'appellante, al precedente sequestro effettuato dallo stesso ufficio di Procura nel febbraio 2009 giacchè il procedimento penale era in tal caso a carico di altro dipendente ed il sequestro era stato eseguito in luogo diverso dalla sede di lavoro dell' A..

    Infondata era altresì la censura con la quale l'appellante assumeva che i controlli relativi alla redazione dei bandi di gara ed alla verifica del possesso dei requisiti di partecipazione alla gara non spettavano al direttore dei lavori ma ad altre strutture di RFI.

    All' ...

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. Con il primo motivo il ricorrente ha dedotto - ai sensi dell'art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5 - violazione dell'art. 2119 c.c. - della L. n. 300 del 1970, art. 7, commi da 2 a 4, - art. 1375 c.c. nonchè omessa attribuzione al datore di lavoro dell'onere della prova in ordine: alla tempestività della contestazione disciplinare, alla inesistenza di responsabilità per la tardiva conoscenza dei fatti, al collegamento tra i fatti venuti a sua conoscenza e quelli posti a base della contestazione.

    La censura investe la statuizione del giudice dell'appello sulla tempestività della contestazione disciplinare.

    Il ricorrente ha rilevato che i fatti contestati si erano svolti nell'anno 2003 mentre la contestazione era avvenuta nell'anno 2010.

    Ha lamentato che la Corte di merito non si era fatta carico di verificare le ragioni che avevano impedito a RFI di avere conoscenza dei fatti ed in particolare:

    - la organizzazione aziendale, i criteri di verifica delle procedure, la competenza dell'ufficio gare e dell'ufficio legale sulla verifica di idoneità delle ditte partecipanti alla gara, il fatto che egli era stato incaricato di curare i lavori dopo la aggiudicazione dell'appalto e l'avvio delle opere;

    - le eventuali contestazioni disciplinari rivolte ai dipendenti (il Direttore Compartimentale Infrastrutture e l'Ufficio Legale) incaricati di verificare i presupposti di ammissione delle ditte alla gara;

    - le strutture aziendali preposte alla verifica delle maestranze adibite ai lavori sulla tratta Roma/Civitavecchia, specie di notte e le responsabilità di altri dipendenti, come il capo tronco di Civitavecchia;

    - le eventuali sanzioni disciplinari adottate nei confronti dei responsabili di altre strutture aziendali (Unità Territoriale preposta al tronco di Montalto e Reparto Infrastrutture, aventi rispettivamente il...

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