• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    1. - G.L. e P.L. hanno convenuto la Cassa di Risparmio di Alessandria S.p.A. dinanzi al Tribunale di Alessandria e, dopo aver premesso di avere acquistato per il tramite della convenuta obbligazioni (OMISSIS) 7,5% per un controvalore di 114.000, aggiungendo che la società emittente era stata colpita da default dell'importo menzionato oltre accessori, ovvero accertarsi la responsabilità precontrattuale, contrattuale o extracontrattuale della banca per violazione dei doveri di correttezza, diligenza e informazione, con condanna della medesima al risarcimento del danno.

    La Cassa di Risparmio di Alessandria S.p.A. ha resistito alla domanda.

    2. - Il Tribunale di Alessandria, con sentenza del 14 febbraio 2008, ha respinto la domanda e compensato le spese di lite.

    3. - Proposto appello da parte di G.L. e P.L., con intervento del Procuratore Generale, che ha chiesto l'accoglimento dell'appello, la Corte d'appello di Torino, con sentenza del 2 febbraio 2011, in riforma della sentenza impugnata, ha condannato la Cassa di Risparmio di Alessandria S.p.A. al pagamento, in favore degli originali attori, della somma di Euro 106.518,75, oltre interessi e rivalutazione dal 3 novembre 2000, regolando conseguentemente le spese di lite.

    La Corte d'appello, per quanto rileva, ha così motivato:

    -) legittimamente gli attori avevano unicamente coltivato, rispetto alla domanda originariamente proposta, la sola azione risarcitoria fondata sugli inadempimenti attribuiti alla banca, derivanti dalle carenze informative che avevano contrassegnato l'operazione di investimento, dalla violazione delle prescrizioni in tema di adeguatezza dell'operazione e dal conflitto di interessi concernenti la medesima, dal momento che, in tal modo, essi avevano dato luogo non già ad una inammissibile mutatio, bensì, semmai, ad una semplice...

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    5. - Il ricorso contiene sette motivi.

    5.1. - Il primo motivo è intitolato: "Violazione di norme procedurali art. 112 c.p.c.. Denuncia ai sensi dell'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4".

    Secondo la società ricorrente la Corte d'appello avrebbe omesso di pronunciare sulla difesa che essa aveva spiegato, sottolineando che gli originari attori avevano proposto le proprie domande con riferimento al solo contratto di compravendita dei titoli e mai al contratto quadro, sicchè avrebbe conseguentemente pronunciato ultra petita, dal momento che gli inadempimenti addebitati alla Cassa di Risparmio di Alessandria S.p.A. sarebbero stati affermati dalla Corte territoriale per l'appunto con riferimento al contratto quadro.

    p. 5.2. - Il secondo motivo è intitolato: "Violazione di norme processuali (artt. 342 e 345 c.p.c.). Censura ai sensi dell'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4".

    Sostiene la Cassa di Risparmio di Alessandria S.p.A., in collegamento con il motivo precedente, che la domanda concernente il contratto quadro era inammissibile in quanto nuova poichè mai ritualmente introdotta in primo grado.

    5.3. - Il terzo motivo è intitolato: "Violazione di norme processuali art. 112 c.p.c.. Censura ai sensi dell'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4".

    Afferma la ricorrente che la corte d'appello avrebbe omesso di pronunciarsi sull'inammissibilità delle domande proposte in via alternativa e subordinata, nel primo grado del giudizio, nella memoria di cui al D.Lgs. n. 5 del 2003, art. 6. Ancora una volta si lamenta che la Corte d'appello avrebbe omesso di chiarire se gli attori avessero proposto le loro domande con riferimento al contratto quadro o al contratto di acquisto dei titoli, scrutinando conseguentemente l'ammissibilità della relativa domanda.

    5.4. - Il quarto motivo è intitolato: "Omessa motivazione. Motivazione apparente. Censura ai...

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