• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    1. Il consigliere relatore ha depositato, ai sensi dell'art. 380 bis c.p.c., la seguente relazione:

    "1. C.G. ha impugnato per cassazione la sentenza 19.6.2014 n. 1567 del Tribunale di Napoli.

    Con tale sentenza, in riforma della sentenza di primo grado, è stata rigettata la domanda di risarcimento del danno da sinistro stradale proposta da C.G. nei confronti dell'impresa designata, ai sensi dell'art. 283 cod. ass..

    A fondamento della propria decisione il Tribunale ha ritenuto che la domanda risarcitoria fosse inammissibile, per due indipendenti ragioni ovvero:

    (a) sia perchè C.G., avendo patito sia danni alle cose, sia danni alla persona, aveva fra5zionato il proprio credito e domandato il risarcimento solo dei primi;

    (b) sia perchè C.G. non aveva sporto denunzia nè querela nei confronti dell'ignoto responsabile del sinistro.

    2. La sentenza è stata impugnata da C.G. con ricorso fondato su cinque motivi; la società Generali Italia s.p.a. ha proposto ricorso incidentale.

    3. Il primo motivo di ricorso è manifestamente fondato, per due indipendenti ragioni.

    La prima è che l'attore domandò, in primo grado, il risarcimento del danno al proprio veicolo, e non alla propria persona.

    La seconda è che, in ogni caso, il principio secondo cui il titolare di un credito aquiliano non può domandarne in giudizio l'adempimento frazionato produce l'effetto di rendere inammissibile la domanda con cui il creditore, dopo avere già domandato l'adempimento di una parte dell'obbligazione, introduca un secondo giudizio per domandare l'adempimento della parte restante del credito.

    "Quel principio, per contro, non vale certo a rendere inammissibile la domanda con la quale, senza mai aver nulla domandato in precedenza, il creditore chieda...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    3. Il Collegio condivide le osservazioni contenute nella relazione.

    La sentenza impugnata va di conseguenza cassata, con rinvio al Tribunale di Torre Annunziata, in persona di altro magistrato, il quale nel riesaminare l'appello si atterrà ai due seguenti principi di diritto:

    (a) il divieto di promuovere separati giudizi per domandare il risarcimento di danni differenti causati dal medesimo fatto illecito non opera quando i danni suddetti siano stati patiti da persone diverse, ciascuna delle quali resta sempre libera di domandare il risarcimento dei danni rispettivamente subiti, a prescindere dalle iniziative giudiziali dell'altra;

    (b) la violazione del divieto di promuovere separati giudizi per domandare il risarcimento di danni differenti causati dal medesimo ha per conseguenza l'inammissibilità della sola domanda di risarcimento proposta per seconda. La domanda di risarcimento proposta per prima, invece, è sempre ammissibile anche se abbia ad oggetto una parte soltanto del pregiudizio patito dalla vittima.

    4. Il ricorrente ha eccepito la nullità della notifica del controricorso e del ricorso incidentale, in quanto eseguita ai sensi della L. 21 gennaio 1994, n. 53 da avvocato privo di procura, e semplice domiciliatario.

    La nullità, che pure sussiste, è stata tuttavia sanata ex art. 156 c.p.c. dal raggiungimento dello scopo, dal momento che la parte ricorrente mostra di avere avuto chiara contezza del contenuto del ricorso incidentale.

    Questa Corte ha infatti già stabilito, al riguardo, che la notificazione eseguita, ai sensi della L. 21 gennaio 1994, n. 53, art. 1 e segg. dall'avvocato domiciliatario su delega del difensore munito di procura alle liti, è affetta non da inesistenza, bensì da nullità rilevabile d'ufficio e sanabile, atteso che l'istanza di notifica proviene comunque da chi ha il legittimo ius postulandi (Sez....

Correlazioni:

Note a sentenza (1)

Legislazione Correlata (3)