• Fatto

    FATTO E DIRITTO

    La Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla relazione prevista dall'art. 380 bis c.p.c., osserva quanto segue: La CTR della Campania, con sentenza n. 10345/45/14, depositata il 1 dicembre 2014, accolse l'appello proposto dalla sig.ra V.L. avverso la sentenza della CTR di Napoli, che ne aveva invece respinto il ricorso avverso avviso di liquidazione d'imposta di registro, ritenendola carente d'interesse, in ragione del fatto che al tempo della proposizione del ricorso di primo grado l'avviso di liquidazione non le era stato ancora notificato. Con la stessa pronuncia la CTR della Campania ha altresì rigettato l'appello proposto dal coobbligato solidale M.F., avendo rilevato che correttamente la CTP di Napoli aveva dichiarato, limitatamente a quest'ultimo, la cessazione della materia del contendere, essendo intervenuto nei suoi confronti provvedimento di revoca in autotutela dell'atto impositivo. Avverso detta pronuncia l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione affidato ad un solo motivo. La sig.ra V. resiste con controricorso, ulteriormente illustrato da memoria. Con l'unico motivo l'Amministrazione ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 21, in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, laddove la sentenza impugnata ha accolto il gravame della V., senza rilevare che la mancata impugnazione dell'avviso di liquidazione notificato nei suoi confronti solo in data 7/9/2011 ne aveva comportato la defmitività, nè che la contribuente aveva omesso d'impugnare il diniego di annullamento in autotutela dell'atto impositivo concernente la posizione della contribuente medesima. Preliminarmente va dato atto che con la memoria ritualmente depositata la sig.ra V. ha riferito che nelle more è intervenuta sentenza, prodotta in copia in atti, della CTP di Napoli n. 68 depositata l'8 gennaio 2016, che, pronunciando sull'impugnazione...

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