• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Il Tribunale di Vicenza, in parziale accoglimento dell'opposizione allo stato passivo del fallimento Cartiera Rossi s.p.a. proposta dall'ex dipendente sig. F.R., con chiamata in causa dell'INAIL e delle società assicuratrici del datore di lavoro AXA Assicurazioni s.p.a. e Allianz s.p.a., ha liquidato in favore dell'opponente, a titolo di danno differenziale conseguente a infortunio sul lavoro interamente ascrivibile a responsabilità del datore di lavoro, la somma si Euro 49.000,00, il cui credito ha ammesso al passivo fallimentare in via privilegiata con gli interessi legali dal 10 luglio 2009 sino al primo riparto utile. Detta somma consiste nella differenza tra il complessivo importo di Euro 481.000,00 (di cui Euro 210.000 a titolo di danno biologico liquidato in base alle tabelle applicate dai tribunali del Triveneto, Euro 59.000,00 a titolo di danno "non patrimoniale", Euro 207.000,00 a titolo di danno da incapacità lavorativa specifica ed Euro 5.000,00 per spese) spettante al lavoratore quale risarcimento secondo i criteri civilistici (importo al cui pagamento, in favore del fallimento, il Tribunale ha condannato le due società assicuratrici in solido) e l'indennizzo di Euro 422.763,28 (arrotondati a Euro 422.000,00) corrisposto al lavoratore dall'INAIL (e per il quale quest'ultimo è stato quindi ammesso al passivo fallimentare), nonchè l'indennizzo di Euro 10.000,00 corrisposto al medesimo lavoratore dalla AXA s.p.a.

    Il sig. F. ha proposto ricorso per cassazione con due motivi. La curatela fallimentare, l'INAIL, AXA Assicurazioni s.p.a. e Allianz s.p.a. hanno resistito con separati controricorsi. Tutte le parti hanno anche presentato memorie.

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. - Con il primo motivo di ricorso, denunciando violazione di norme di diritto e vizio d motivazione, si lamenta che il Tribunale abbia liquidato il complessivo danno non patrimoniale derivante dall'infortunio applicando le tabelle di liquidazione dei tribunali del. Triveneto, e non quelle del Tribunale di Milano - invocate invece dall'opponente, in quanto a lui più favorevoli - senza peraltro fornire alcuna motivazione della sua scelta.

    1.1. - Il motivo è fondato.

    Si è affermato nella giurisprudenza di questa Corte il principio - cui il Collegio intende dare continuità - per il quale " poichè l'equità va intesa anche come parità di trattamento, la liquidazione del danno non patrimoniale alla persona da lesione dell'integrità psico-fisica presuppone l'adozione da parte di tutti i giudici di merito di parametri di valutazione uniformi che, in difetto di previsioni normative (come l'art. 139 del codice delle assicurazioni private, per le lesioni di lieve entità conseguenti alla sola circolazione dei veicoli a motore e dei natanti), vanno individuati in quelli tabellari elaborati presso il Tribunale di Milano, da modularsi a seconda delle circostanze del caso concreto" (Cass. 12408/2011 e successive conformi, tra le quali Cass. 23778/2012, 23778/2014, 24205/2014).

    Il vizio da cui è altrimenti affetta la sentenza di merito - si è chiarito - è quello di violazione di legge, e si è ulteriormente precisato che, tuttavia, al fine di evitare che il ricorso per cassazione "sia dichiarato inammissibile per la novità della questione posta non sarà (...) sufficiente che in appello sia stata prospettata l'inadeguatezza della liquidazione operata dal primo giudice, ma occorrerà che il ricorrente si sia specificamente doluto in secondo grado, sotto il profilo della violazione di legge, della mancata liquidazione del danno in base ai valori delle tabelle elaborate a Milano; e che,...

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