• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    So.Gi., S.S. e So.Al. agirono per il risarcimento dei danni conseguiti al decesso della giovane So.Sh. (figlia dei primi due e sorella della terza) avvenuto a seguito di sinistro stradale imputabile a responsabilità esclusiva di D.F., conducente dell'autovettura di proprietà di D.S. a bordo della quale era trasportata la vittima.

    A tal fine, convennero in giudizio i menzionati D. e la Italiana Assicurazioni, in qualità di assicuratrice r.c.a., per sentirli condannare al risarcimento dei danni non patrimoniali e patrimoniali, non ritenendo satisfattivo l'importo di 500.000,00 Euro versato dalla compagnia (di cui 200.000,00 Euro a ciascun genitore e 100.000,00 Euro alla sorella).

    Il Tribunale di Palermo rigettò la domanda, ritenendo adeguato l'importo già liquidato.

    La sentenza è stata confermata dalla Corte di Appello.

    Ricorrono per cassazione i soccombenti, affidandosi a due motivi; gli intimati non hanno svolto attività difensiva.

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. Va preliminarmente rilevato che il ricorso è stato notificato tempestivamente a D.S. e alla Italiana Assicurazioni; altrettanto tempestivamente è stata tentata la notifica a D.F. e la successiva rinnovazione compiuta ad iniziativa dei ricorrenti (dopo che la prima aveva avuto esito negativo) ha perfezionato il contraddittorio nei confronti del terzo intimato, a prescindere dal ritardo con cui è avvenuta.

    2. Dato atto che l'appello verteva unicamente sulla determinazione del quantum del risarcimento, la Corte territoriale ha escluso la risarcibilità iure hereditatis del danno terminale (a fronte di un decesso istantaneo) e ha ritenuto che il danno sofferto dagli appellanti per la perdita della congiunta fosse stato adeguatamente risarcito col versamento della complessiva somma di 500.000,00 Euro, trattandosi di importo superiore a quello che sarebbe risultato dall'applicazione dei criteri di liquidazione seguiti dalla Corte palermitana; ha altresì rigettato - per difetto di prova e, prima ancora, di specifica allegazione - la richiesta di risarcimento del danno biologico sofferto iure proprio; ha escluso, infine, il risarcimento del danno patrimoniale sul rilievo che difettavano elementi che potessero consentire di presumere un futuro apporto economico della vittima in favore dei familiari.

    3. Col primo motivo - dedotto ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) - i ricorrenti lamentano la violazione e falsa applicazione degli artt. 185 e 589 c.p., artt. 1226, 2056 e 2059 c.c., artt. 2, 3, 29, 30 e 111 Cost., art. 138 Codice Assicurazioni, nonchè la "violazione del principio di equità nella duplice accezione di personalizzazione al caso concreto del danno extrapatrimoniale e di parità di trattamento a fronte di casi analoghi".

    Le censure - che...

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