• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    1. R.P. conveniva in giudizio dinanzi al Tribunale di Casale Monferrato l'ASL (OMISSIS) di Casale Monferrato (ora Azienda Sanitaria Locale di Alessandria) chiedendone la condanna al risarcimento dei danni subiti da essa attrice a causa dell'intervento chirurgico al quale era stata sottoposta il 28.3.2001. Deduceva che, lamentando dolore persistente alle dita della mano sinistra, si era rivolta alla divisione di ortopedia dell'ASL (OMISSIS) di Casale Monferrato, ove veniva formulata la diagnosi di "IV dito a scatto mano sinistra"; successivamente, il 28.3.2001, veniva sottoposta ad intervento di "tenolisi" in regime di Day Hospital; perdurando dolore e rigidità del dito operato, dopo ulteriori esami ed accertamenti, la R. affrontava presso altra struttura un nuovo intervento di "tenolisi del flessore" e di "ricostruzione della puleggia", successivamente reiterato stante la persistenza dei sintomi; dopo un ulteriore intervento che non si rilevò risolutivo, la paziente veniva sottoposta ad "amputazione modellante del IV raggio". Assumeva che l'infausto esito clinico era dovuto alla negligente e imperita esecuzione dell'intervento effettuato il (OMISSIS) presso l'ASL (OMISSIS) di Casale Monferrato, nel corso del quale fu in realtà effettuato una "trocleotomia" e furono poste in essere manovre scorrette che causarono la lesione dei nervi digitali del IV dito, cui non si potè più porre rimedio se non con l'amputazione del dito della mano sinistra. Sussisteva, inoltre, secondo la prospettazione attorea, la responsabilità dei sanitari anche sotto il profilo dell'omesso consenso informato.

    Si costituiva in giudizio l'ASL (OMISSIS) di Casale Monferrato contestando la domanda e chiedendone il rigetto.

    2. Espletata consulenza tecnica d'ufficio, il Tribunale, con...

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. Con il primo motivo R.P. denuncia violazione e/o falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, dei principi giuridici in tema di prova dell'evento liberatorio della responsabilità professionale medica in caso di esito peggiorativo ed invalidante di un intervento chirurgico routinario. Deduce che, nella specie, in assenza di prova della imputabilità dell'evento in via esclusiva ad una causa naturale, doveva ritenersi sussistente il nesso causale tra la condotta del sanitari e l'evento dannoso.

    Con il secondo motivo si deduce omesso esame di fatti decisivi per il giudizio ex art. 360 c.p.c., n. 5, in relazione ai postumi dell'intervento del 28.3.2001, consistito in "trocleotomia", nonchè alla necessità della successiva ricostruzione della puleggia danneggiata.

    Con il terzo motivo si denuncia omesso esame di un ulteriore fatto decisivo per il giudizio ex art. 360 c.p.c., n. 5, in relazione alla prescrizione, dopo pochi giorni dall'intervento, da parte dei sanitari della ASL (OMISSIS) di Casale Monferrato di un farmaco indicato nelle lesioni neurologiche.

    Con il quarto motivo si denuncia violazione e/o falsa applicazione ex art. 360 c.p.c., n. 3, delle regulae iuris in tema di responsabilità del sanitario per violazione del dovere di acquisizione del consenso informato.

    2. I quattro motivi, in quanto connessi, possono essere esaminati congiuntamente.

    Essi sono fondati nei limiti di seguito indicati.

    Deduce la ricorrente che nella relazione della consulenza tecnica espletata in primo grado il c.t.u. aveva concluso nel senso che l'esito infausto dell'intervento a cui era stata sottoposta il 28.3.2001 presso l'ASL (OMISSIS) di Casale Monferrato era riconducibile ad una "evoluzione fibrocicatriziale più abbondante...

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