Estremi:
Cassazione civile, 2016, Vedi massime correlate
  • Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    1. - B.A. e S.H., in proprio e nella qualità di esercenti la potestà genitoriale sui minori Ba.

    I. e B.I., convennero in giudizio Bo.Ma. e la Vittoria Assicurazioni S.p.A. per sentirli condannare in solido al risarcimento dei danni patiti a seguito del sinistro verificatosi in (OMISSIS), alle ore 17,50, allorquando B.A., mentre percorreva a bordo della propria bicicletta la via (OMISSIS) del predetto Comune, veniva investito dall'autovettura Fiat Punto, condotta dalla proprietaria Bo.

    (ed assicurata dalla società Vittoria Assicurazioni), e trascinato per circa trenta metri, subendo gravissime lesioni (trauma vertebro-

    midollare D11-012 con lesione mielica completa; fratture costali multiple con trauma toracico complicato da pneumotorace ed emotorace;

    ematoma retro peritoneale).

    Nel costituirsi in giudizio le convenute Bo. e Vittoria Assicurazioni contestarono la fondatezza della domanda, assumendo segnatamente che nessuna responsabilità era ascrivibile alla conducente dell'autovettura, in quanto il B., al momento dell'impatto, già si trovava a terra ed in stato di ebbrezza.

    L'adito Tribunale di Monza, sezione distaccata di Desio, all'esito dell'istruttoria (tramite assunzione di prove orali ed espletamento di c.t.u. medico-legale), con sentenza del febbraio 2009, ritenuta la responsabilità prevalente della Bo. nella causazione del sinistro (pari all'85%), condannò le parti convenute, in solido tra loro, al risarcimento dei danni in favore degli attori, liquidando la somma di Euro 689.474,18, oltre accessori, ad B.A., la somma di Euro 125.000,00, oltre accessori, ad S.H., la somma di Euro 114.000,00, oltre accessori, a Ba.Ia.e.Iana.

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  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    1. - Preliminarmente, alla stregua dell'orientamento consolidato di questa Corte (tra le altre, Cass., sez. un., 5 giugno 2000, n. 405;

    Cass., 24 maggio 2004, n. 9916; Cass., 13 marzo 2007, n. 5867), deve dichiararsi l'inammissibilità del controricorso in quanto come si evince dallo stesso atto (p. 1) - le procure speciali al difensore dei resistenti risultano rilasciate in calce alle copie dei ricorsi notificati e solo richiamate nell'epigrafe del controricorso, anzichè essere apposte in calce o a margine del controricorso medesimo, con ciò difettando la prova certa che le procure siano state rilasciate in epoca anteriore o coeva alla notificazione dell'atto. In tale ipotesi, il difensore dei resistenti non è abilitato nè alla proposizione del controricorso, nè al deposito di memoria, ma gli è solo consentito di costituirsi e di partecipare alla discussione orale, non potendovi essere, in quest'ultimo caso, incertezza alcuna circa l'anteriorità del conferimento del mandato.

    2. - Con il primo mezzo è dedotto "omesso esame" ai sensi dell'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.

    La Corte di appello, con motivazione insufficiente e contraddittoria, avrebbe omesso l'esame di una serie di fatti decisivi per il giudizio: la mancata elevazione di "contravvenzione" alla Bo.

    da parte degli agenti della polizia municipale intervenuti nell'immediatezza del sinistro; la caduta di pioggia ed il fondo stradale "bagnato"; la verificazione del sinistro in una strada "a doppio senso a due corsie" e con "traffico intenso"; la presenza di "scarsa illuminazione" alle ore 18 circa di metà novembre.

    Tutte siffatte circostanze avrebbero dovuto indurre la Corte territoriale ad escludere ogni addebito di condotta colposa alla Bo., che, "a causa...

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