• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    1. La domanda di risarcimento dei danni conseguenti a un sinistro stradale, proposta (nel 2010), in processi poi riuniti, da D. S.C., quale proprietario e conducente di un furgone, e dalla moglie F.A., quale comodataria dello stesso, attribuito alla responsabilità esclusiva del conducente, T. G., della autovettura Clio, proposta nei confronti dello stesso e della Assicurazione, venne rigettata dal Giudice di Pace.

    Il Tribunale di Catania rigettò l'impugnazione ritenendo la sussistenza del causo fortuito (sentenza del 18 luglio 2012).

    2. Avverso la suddetta sentenza D.S. e F. propongono ricorso per cassazione, affidato a undici motivi.

    Gli intimati non si difendono.

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. Il Tribunale, nel confermare la decisione del primo giudice, che aveva ritenuto integrato il caso fortuito per la presenza di una macchia oleosa sulla strada, ha dettagliatamente argomentato in ordine alla rivalutazione delle risultanze istruttorie prospettata con l'impugnazione.

    In particolare, soffermandosi sulla dinamica del sinistro, ha ritenuto provato che, il pacifico investimento del furgone da parte della Clio che, provenendo dal senso opposto di marcia su una strada statale, nell'affrontare una curva destrorsa, invadeva l'opposta corsia, era attribuibile, secondo la tesi della assicurazione convenuta, ad una macchia oleosa presente sulla strada - dispersa probabilmente da altro automezzo - a causa della quale, in presenza della pioggia, la Clio, che procedeva a bassa velocità, scivolava.

    A tal fine, in particolare, il Tribunale ha messo in evidenza:

    - che sull'esistenza di sostanza oleosa sul manto stradale convergevano le dichiarazioni rese ai VV.UU. ( L., testimone oculare che seguiva la Clio, M., trasportata dalla Clio) e la ricostruzione nel relativo rapporto;

    - che lo stesso attore, nel rilasciare le dichiarazioni all'autorità il giorno dopo il sinistro, aveva dichiarato che la strada era impregnata di nafta o altro materiale scivoloso;

    - che, invece, al contrario di quanto sostenuto in appello, i testi P. e S., non avevano sostenuto che non vi era materiale oleoso, ma di non averlo visto (il primo, che peraltro si era solo definito teste oculare, mentre non risultava dal rapporto dell'autorità) e di non sapere nulla il secondo;

    - che erano irrilevanti, per la loro natura atecnica, le considerazioni personali del consulente, il quale aveva ritenuto possibile...

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