• Fatto

    osservato che:

    in primo luogo, come documentato dall'opponente il dott. Gr. ha effettivamente ricoperto la carica di sindaco nel periodo in esame ovvero a far tempo dalla nomina (vedi atto di costituzione della società doc. 8 ricorrente) sino alle dimissioni rassegnate con missiva 22-6-2011 (ed esaminate nel corso della assemblea ordinaria dei soci 28-6-2011 vedasi verbale doc. 15 ricorrente); è poi inconfutabile lo effettivo svolgimento nel periodo stesso della attività corrispondente a tale carica, siccome confermato dalla documentazione esibita dal curatore a seguito dell'ordine ex art. 210 c.p.c. (verbali delle verifiche sindacali e relazioni periodiche del collegio sindacali) talché in parte qua la eccezione di parte resistente risulta assolutamente priva di pregio;

    in secondo luogo, quanto alla pattuizione del compenso (che il ricorrente assume essergli stato pagato solo per l'esercizio 2003, ma non per quelli successivi, di cui è causa) lo statuto della società attribuisce alla assemblea la competenza a stabilire il relativo emolumento, il che la assemblea fece in data 8-7-2009, deliberando di attenersi alle tariffe dei dottori commercialisti vigenti al momento della maturazione del compenso; a questo criterio (comunque coerente con il disposto dell'art. 2233 cc) si attenne quindi lo stesso ricorrente nella elaborazione delle proprie notule, né il fallimento ha contestato la mancata corrispondenza delle stesse ai valori tariffari;

    in terzo luogo, quanto alla contestata carenza di vigilanza, eccezione con cui il fallimento ha sostanzialmente allegato una responsabilità di tipo omissivo in capo all'opponente quale concausa del dissesto, va premesso che non risulta sia stata sinora promossa alcuna azione di responsabilità nei confronti dell'ex sindaco, né viene allegato dalla curatela se e quando essa sarà promossa, pur rilevandosi, per inciso, che la relativa pretesa dovrebbe essere...

Correlazioni:

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