• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    1.- I sig.ri R.S., G.S. e R. G., nella qualità (il primo) di presidente e (gli altri) di componenti del collegio sindacale della società Cape Listed Investment Vehicle in Equity (d'ora in avanti Cape Live), ai quali è stato contestato di avere violato i doveri di vigilanza nei confronti degli organi amministrativi e gestionali della predetta società, hanno proposto opposizione, a norma dell'art. 195, comma 4, del t.u.f. (D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58), alla delibera della Consob n. 18369 del 7 novembre 2012 che aveva inflitto sanzioni amministrative pecuniarie, complessivamente determinate in Euro 120.000,00 nei confronti del primo e in e 100.000,00 nei confronti di ciascuno degli altri due. Ha proposto opposizione anche la Cape Live, responsabile in solido con i sindaci, alla quale era stato ingiunto il pagamento della sanzione di Euro 320.000,00.

    In particolare, ai sindaci è stato contestato di non avere vigilato sull'adeguatezza della struttura organizzativa della società e sull'affidabilità del sistema di controllo interno e amministrativo-

    contabile nel periodo 2008-2010, nè sulle modalità di attuazione delle regole di governo societario previste dai codici di comportamento, ai quali la società ha dichiarato di attenersi mediante informativa al pubblico, a norma del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, art. 149, comma 1, lett. c) - c bis), (t.u.f.). Sebbene i sindaci avessero affermato la correttezza dell'operato del consiglio di amministrazione e l'adeguatezza dei sistemi di controllo interno, amministrativo e contabile (anche dopo l'audizione alla Consob del 24 novembre 2010) e avessero minimizzato l'esistenza di gravi carenze, era emerso nel corso di accertamenti ispettivi che alcune operazioni rischiose (ad es., le...

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1.- Nel primo motivo, i ricorrenti, denunciando violazione e falsa applicazione degli artt. 2403 e 2403 bis c.c., artt. 8, 148 bis e 149 t.u.f., si dolgono che sia stata loro addebitata la responsabilità per omesso controllo sulla base di una responsabilità oggettiva per il fatto di essere state rilevate irregolarità, a causa della carenza della struttura societaria e dei controlli sull'organizzazione e sulla gestione. In tal modo, la Corte di merito avrebbe omesso di considerare che il collegio sindacale era stato tenuto all'oscuro di quei fatti dagli amministratori, i quali, profittando dei loro poteri di rappresentanza, avevano occultato i vincoli assunti dalla società verso i terzi; che l'obbligo di comunicazione scatta solo in presenza di irregolarità accertate, idonee ad attivare i compiti di vigilanza della Consob (art. 149 cit., comma 3), e non di sospetti da verificare sulla base di indagini; che non compete ai sindaci un controllo di merito sulla opportunità e convenienza delle scelte gestionali degli amministratori, ma solo una verifica del rispetto della legge e dell'atto costitutivo; che i sindaci non operano come ausiliari o per conto della Consob (la quale agisce a tutela di interessi pubblici e dell'integrità del mercato), ma a tutela degli interessi della società; che il 28 ottobre 2010 i sindaci avevano informato la Consob delle anomalie riscontrate ed erano stati sentiti nell'audizione del 24 novembre 2010.

    Nel secondo motivo, i ricorrenti, denunciando violazione e falsa applicazione degli artt. 2403, 2403 bis e 2407 c.c., L. 24 novembre 1981, n. 689, artt. 1 e ss., e art. 27 Cost., si dolgono di essere stati ritenuti responsabili benchè avessero stimolato gli amministratori ad aggiornare il sistema dei...

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