• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    In data (OMISSIS) D.N. decede presso l'Ospedale di (OMISSIS), nel corso di un'operazione chirurgica per l'amputazione dell'avampiede sinistro resasi necessaria a seguito dello schiacciamento riportato nell'incidente di cui era rimasto vittima il (OMISSIS), quando era stato investito da un trattore di proprietà della società Agri 88 di Ce., Ma. & C. S.n.c. (poi divenuta Agri 88 di O.B. & C. S.n.c.), condotto dal futuro socio O.B. e assicurato per la responsabilità civile dall'Assitalia S.p.A.. Nel settembre 2000 le figlie della vittima, D.R. e F., agiscono per il risarcimento dei danni (sia in proprio che a titolo ereditario) nei confronti della società proprietaria del trattore e dei suoi soci, della compagnia di assicurazione, della Azienda U.L.S.S. n. (OMISSIS) "Vicenza" della Regione Veneto (in seguito: ASL n. (OMISSIS) di Vicenza) e del medico anestesista Dott. V.L.. La convivente more uxorio del D., K.G., interviene nel giudizio per ottenere a sua volta il risarcimento dei danni subiti.

    Il Tribunale di Treviso - sezione distaccata di Conegliano, accoglie parzialmente le domande e condanna (con ordinanza decisoria ai sensi dell'art. 186 quater c.p.c., del 23 marzo 2005, poi confermata con successiva sentenza del 17 ottobre 2005): a) l'Assitalia S.p.A. al pagamento dell'importo di Euro 20.000,00 (con rivalutazione monetaria e interessi legali dal 1 aprile 1998 al saldo) in favore delle attrici, a titolo di danno biologico e di danno morale da lesioni, iure hereditario; b) V.L. e l'Assitalia S.p.A., in solido, al pagamento, in favore delle medesime attrici, dell'importo di Euro 134.500,00 (con rivalutazione monetaria e interessi legali dal dovuto al saldo); c) V.L., l'Assitalia S.p.A. e...

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1.- Esame dei motivi del ricorso principale e del ricorso incidentale relativi alla liquidazione del danno non patrimoniale.

    1.1- Con il primo motivo del ricorso principale viene denunziata "violazione dell'art. 1226 c.c., (richiamato dall'art. 2056 c.c.) in relazione alla mancata applicazione dei valori numerici delle tabelle di Milano sui danni da morte (art. 360 c.p.c., n. 3)".

    Con il secondo motivo del medesimo ricorso principale si deduce "insufficiente e contraddittoria motivazione sul procedimento estimatorio che ha contenuto l'entità del risarcimento dei ccdd..

    danni parentali da morte in una somma inferiore a quella minima prevista nella pur citata Tabella di Milano c.d. 2011 in relazione alla morte di un genitore per due figlie non ancora trentenni (art. 360 c.p.c., n. 5)".

    Con tali motivi - evidentemente connessi e quindi da esaminare congiuntamente - le ricorrenti si dolgono della liquidazione, da parte della corte di appello, del danno non patrimoniale loro derivato dalla morte del genitore in soli ulteriori Euro 32.000,00 (all'attualità) rispetto alla somma di Euro 66.000,00 (oltre interessi e rivalutazione monetaria) già riconosciuta in primo grado a ciascuna di esse.

    Deducono:

    a) che tale importo sarebbe inferiore a quello minimo previsto dalle tabelle per la liquidazione dei danni non patrimoniali elaborate dall'Osservatorio per la Giustizia Civile di Milano per l'anno 2011 (Euro 154.350,00), che pure la corte aveva dichiarato di intendere applicare;

    b) che le circostanze di fatto da quest'ultima richiamate ai fini della individuazione del quantum concreto del risarcimento non potevano costituire sufficienti e logiche ragioni idonee a giustificare la sostanziale...

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